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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Ivanoe Bonomi dal fascismo alla Repubblica. Documenti del Comitato centrale di liberazione nazionale (dicembre 1942 - giugno 1944), introduzione di Giovanni Sabbatucci

Gabriella Fanello Marcucci

Manduria-Bari-Roma, Lacaita, pp. 318, euro 15,00 2005

Di quel denso quinquennio della storia italiana che va dal 1943 al 1948, l'autrice si era già occupata riguardo sia ad alcuni momenti, come il primo governo De Gasperi, che ad alcuni movimenti, come le origini della Democrazia cristiana. In questo caso, l'autrice si concentra su una vicenda considerata per molto tempo di secondo piano, come la genesi del primo movimento dell'antifascismo organizzato a Roma, il Comitato delle democrazie, poi definito Comitato delle correnti antifasciste e, infine, Comitato centrale di liberazione nazionale. Raccogliendo documentazione archivistica depositata presso varie istituzioni ? dall'Archivio centrale dello Stato all'Istituto Sturzo, al Gramsci e alla Fondazione Nenni ? si offrono al lettore una serie di interessanti carte che occupano la parte principale del testo (pp. 83-300). Tra di esse ve ne sono alcune di difficile reperimento, ed è questo uno dei maggiori pregi del lavoro dell'autrice che, dopo averle rintracciate, le mette in ordine cronologico e le contestualizza con delle note accurate e precise (non lo stesso, dobbiamo dire, hanno fatto i correttori delle bozze, tralasciando una serie di refusi). La stessa autrice ha redatto una corposa introduzione (pp. 19-65) e delle brevi ?note biografiche dei membri del CCLN? (pp. 67-79). Da rilevare come il primo documento delle rinascenti ?democrazie unite (cristiana, del lavoro, liberale, socialista)? (p. 83) sia datato dicembre 1942, quindi in anticipo rispetto ai canonici tempi della crisi estiva del regime, mentre il secondo e il terzo sono, appunto, di fine luglio 1943: con il quarto, del 2 agosto, si forma il Comitato delle correnti antifasciste e appaiono i verbali delle riunioni a cui parteciparono due o tre esponenti per ciascuno dei sei partiti del futuro CLN. Per distinguersi da analoghi comitati che si andavano costituendo in altre città, come a Milano, quello romano assunse ben presto il nome di Comitato centrale o nazionale: dal 9 settembre 1943 compare la sigla ?CLN? (p. 106). Una ventina di documenti si riferiscono al gennaio 1944 e testimoniano dell'attività e dei collegamenti che il CLN, che ora si riuniva con un solo membro per ciascun partito dell'?esarchia' più il suo presidente Bonomi, attivò in occasione dello sbarco degli Alleati ad Anzio e del congresso antifascista di Bari. Successivamente molti documenti, tra cui varie lettere indirizzate da/a Bonomi, affrontano la questione della crisi del CCLN del febbraio-marzo, culminata con le dimissioni del politico mantovano, a riprova delle difficoltà di mantenere già allora un'azione unitaria tra i partiti. Rientrata la crisi, i documenti della seconda metà di maggio dimostrano la preparazione ? con schemi di decreti e progetti di una nuova compagine governativa ? del successivo cambio di esecutivo che, infatti, si avrà non appena liberata Roma. In conclusione il libro è un tassello, la nascita della democrazia dei partiti, di un interessante mosaico, le origini della Repubblica italiana, che si va sempre più svelando.


Giovanni Focardi