SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia della vita religiosa a Venezia. Ricerche e documenti sull'età contemporanea

Gadi Luzzatto Voghera, Giovanni Vian (a cura di)

Brescia, Morcelliana, 208 pp., euro 16,50 2008

Il volume, articolato in saggi e con documenti inediti, affronta eventi distanti cronologicamente, uniti dal filo conduttore della storia dei rapporti fra le diverse comunità religiose nel territorio di Venezia. Nel primo saggio, Luzzatto Voghera affronta la questione della «rigenerazione» degli ebrei attraverso l'approccio del predicatore cattolico Fontanella che si discostava dalla tradizione intransigente degli ambienti ecclesiastici dei primi dell'800. Piuttosto che puntare il dito contro le tradizionali pratiche ebraiche, considerate antisociali, Fontanella identificava la rinascita spirituale degli ebrei con una «riacquisizione» della propria cultura. In questo approccio, che prevedeva la conoscenza diretta delle fonti tradizionali altrui, si coglie la singolarità di un ragionamento che non fu tenuto in considerazione dalle istituzioni cattoliche dell'epoca. Nel secondo intervento, Torre esamina l'atteggiamento tenuto nei confronti degli ebrei, tra '800 e '900, dal patriarca di Venezia Giuseppe Sarto, poi divenuto Pio X. Avvalendosi di interventi a congressi eucaristici e sinodi diocesani, encicliche, lettere pastorali, private e al Santo Uffizio, emerge un atteggiamento in linea con la tradizionale chiusura della Chiesa cattolica ma con qualche elemento di novità. Sarto conferma le prescrizioni di principio contro gli ebrei ma avanza anche delle aperture sul terreno dei rapporti personali. Il terzo saggio è interessante per la pubblicazione integrale dei diari del Concilio e del conclave di Giovanni Urbani, patriarca di Venezia, succeduto a Giovanni XXII. L'impressione che si ricava è la conferma dell'inadeguatezza di gran parte dell'episcopato in sede di preparazione delConcilio: Urbani, consapevole di appartenere a quei vescovi «scolastici» che non conoscevanoabbastanza gli studi teologici più progressisti, sottolinea più volte l'«impreparazione» della presidenza generale. Nell'ultimo saggio Vian affronta i rapporti tra le diverse Chiese cristiane a Venezia dalla metà dell'800 fino agli anni più recenti, che rappresentano gli antefatti del più noto ecumenismo conciliare. Si tratta di un caso raro di precocità nel panorama cattolico italiano. Le prime forme di confronto tra diverse confessioni religiose si manifestarono a Venezia soprattutto nella seconda metà dell'800, nell'ambito del protestantesimo, su iniziativa delle piccole Chiese evangeliche riformate (valdese, metodista episcopale, battista, cristiana libera) spinte alla ricerca di un'intesa rispetto allo strapotere della Chiesa cattolica e di quella greco ortodossa. Successivamente il patriarca La Fontaine, sulla scorta delle riflessioni di Benedetto XV, rilanciava l'idea dell'unità della Chiesa,senza tuttavia superare la tradizionale riserva nei confronti degli acattolici. Tale approccio,nonostante gli sforzi compiuti prima da Roncalli, poi da Urbani, rimase comunque marginale nell'atteggiamento generale della Chiesa cattolica veneziana degli anni '70 e '80.


Giambattista Sciré