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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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I visitatori dei poveri. Storia della Società di San Vincenzo de' Paoli a Roma, vol. I: L'epoca pontificia (1836-1870)

Gennaro Cassiani

Bologna, Il Mulino, pp. 276, euro 21,50 2003

Il lavoro di Gennaro Cassiani, come nota Gabriele De Rosa nella Prefazione, è la prima tappa di un progetto editoriale che prevede la ricostruzione della storia della Società di San Vincenzo dal suo apparire a Roma fino all'avvento dell'ordinamento democratico. Il periodo coperto da questo volume (1836-1870) parte dai primi, infruttuosi, tentativi di innesto dell'esperienza vincenziana alla fine del dominio temporale, ed è contrassegnato da una rarefazione di fonti che limita la possibilità di analisi dei termini concreti dell'attività vincenziana e di uno sguardo ravvicinato sulla fisionomia di coloro che erano oggetto della pratica caritativa. Dopo una ricostruzione della genesi della Società e della personalità del suo fondatore Federico Ozanam (pp. 29-92), nella quale si accenna pure al rapporto Chiesa-povertà e alla questione sociale in Francia, l'autore segue le vicende romane del sodalizio essenzialmente attraverso la progressione dei soci e dei resoconti finanziari annuali, ma non mancano cenni all' ammontare, quantitativo e tipologico, dell'assistenza alle famiglie bisognose. Inoltre viene sottolineato il ruolo dei gesuiti nella prima affermazione e, successivamente, nel progresso dell'opera, nonché il sostegno, diventato poi investitura ufficiale, di Pio IX che saranno i pilastri su cui, attraverso l'aumento dei membri e delle entrate, le conferenze romane assumeranno un ruolo di primo piano nelle opere assistenziali cittadine nel corso degli anni Quaranta e Cinquanta, riuscendo anche a tracimare in altri centri dello Stato Pontificio. La crisi successiva, durata fino a Porta Pia, mette in evidenza soprattutto uno scadimento dell'impegno personale iniziale a favore di una pratica più formale, quasi secco filantropismo spesso esauritosi nel semplice impegno finanziario degli affiliati, mentre la persistente scarsità di giovani segnala uno dei limiti strutturali dell'arruolamento vincenziano. Cassiani si sforza di collocare la storia del sodalizio nelle dinamiche, ecclesiastiche e politiche, che attraversano l'Italia ? passaggio questo che forse avrebbe meritato uno spazio maggiore ?, e di mostrarne le ricadute, non solo sulla progressione quantitativa dei soci ma anche su una pratica assistenziale importante, che spaziava dalla visita ai poveri a forme educative e di patrocinio per gli orfani, alla consulenza legale, sottolineando la dimensione innanzitutto caritativa che muoveva le conferenze. Anche quando le contingenze degli anni Sessanta e Settanta, e le pressioni papali, sembrano imporre uno spostamento su un terreno più politico rimane questa la cifra del sodalizio, senza però sancirne un'assoluta indifferenza al dibattito culturale e civile; viene così sottolineato il carattere ideologico, liberale e anticlericale della raffigurazione negativa del paolotto bigotto, oscurantista e difensore del potere temporale della Chiesa.


Raffaele Manduca