SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Da Nasser a Sadat. Il dissenso laico in Egitto

Gennaro Gervasio

Roma, Jouvence, 235 pp., euro 15,00 2008

Lo studio di Gennaro Gervasio ha il merito di presentare alla comunità scientifica e al più vasto pubblico un tema rimasto piuttosto marginale nella storiografia dell'Egitto contemporaneo: le espressioni del dissenso di matrice comunista al regime di Nasser e Sadat. La nuova fase storica che si aprì in Egitto nel 1952 con la rivoluzione degli Ufficiali liberi è stata oggetto di molti importanti studi. Si conoscono in maniera abbastanza approfondita le reazioni di matrice islamica al cambiamento di regime. Ma la ricerca storica ha soltanto marginalmente tentato di descrivere e spiegare le reazioni che da altre parti politiche furono suscitate da quei cambiamenti. È ciò che Gervasio definisce il dissenso laico, anche se esso non si esaurisce nell'opposizione di sinistra. Su tale tema, egli presenta una ricostruzione puntuale, sempre corredata una scrupolosa disanima delle fonti primarie, per lo più le pubblicazioni dei vari partiti comunisti, e della bibliografia. Dopo una prima ricostruzione della nascita del movimento comunista in Egitto, l'a. descrive il delicato momento in cui si affermò l'autorità di Nasser e il suo atteggiamento nei confronti dell'opposizione proveniente dai partiti e dai sindacati di sinistra. Egli segue le scissioni e le ricostituzioni che si sono succedute nel movimento comunista, descrivendo le tre fasi dell'evoluzione di tale movimento fino all'età di Sadat.Dobbiamo essere grati a Gervasio per il suo lavoro paziente di lettura e interpretazione dei documenti prodotti in arabo dalle varie correnti della sinistra, tra i quali egli aiuta il lettore a districarsi con chiarezza espositiva. Lo scontro tra il regime e l'opposizione comunista ebbe un andamento altalenante, talvolta raggiungendo punte di vera persecuzione. Ne emerge un quadro complesso di relazioni che determinarono, in quei travagliati anni, l'esito del movimento comunista in Egitto. Il lavoro di Gervasio completa opportunamente il quadro politico dell'età nasseriana e sadatiana, mostrando il ruolo che la sinistra ha svolto inserendosi nel più ampio scontro tra regime e opposizione islamica. L'attenzione della storiografia, fino ad ora, aveva privilegiato, infatti, l'analisi del dissenso di matrice religiosa islamica, anche per gli esiti che tale contrasto ha prodotto sulle vicende del paese, dall'assassinio di Sadat fino ai nostri giorni.Gervasio restituisce la giusta considerazione alle opposizioni laiche che, da questo quadro, emergono nelle loro sfaccettature e caratteristiche complesse. Non è, quella scritta da Gervasio, una storia «marginale», anzi essa si mostra quale necessario completamento della storia dell'Egitto contemporaneo e della storia del movimento comunista internazionale.


Paola Pizzo