SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La formazione degli ufficiali nell'accademia militare di Modena (1895-1939)

Gian Luca Balestra

Stato Maggiore dell'Esercito. Ufficio storico, Roma 2000

Il volume non è di facile lettura, tanto ricca e precisa è la ricerca dispiegata dall'autore in tanti anni: ma il tema è fondamentale. Nell'ultimo quindicennio, parallelamente ma spesso indipendentemente rispetto alle recenti ricerche italiane sulla storia sociale delle professioni, gli studiosi di storia militare si sono interrogati più esplicitamente attorno alla composizione geografica e sociale del Corpo Ufficiali (in particolare dell'esercito), alla loro preparazione professionale e al loro orientamento ideologico. In questo, gli studi statunitensi di sociologia militare e varie ricerche sulla composizione sociale del Corpo Ufficiali già disponibili per gli eserciti otto-novecenteschi europei hanno funto da guida. Snodo centrale per il reclutamento, la formazione e la socializzazione del Corpo Ufficiali italiano, assieme alla Scuola di guerra e Accademia di Torino, è stata la Scuola (poi Accademia) di Modena. In un denso volume - accompagnato da grafici, tabelle (una settantina) e da un'ampia bibliografia (pp. 451-479) - l'autore ripercorre la storia di questa costruzione di un corpo sociale. Ne identifica cinque periodi diversi (1895-1910, 1911-1922, 1922-1926, 1927-1939) ma accomunati da una sostanziale continuità dei "criteri [posti] alla base della formazione professionale" degli ufficiali (p. 343). Il volume documenta bene la caratteristica decisamente "borghese", più che aristocratica, ma mai "popolana" del Corpo Ufficiali italiano (a differenza quindi, al tempo stesso, di quello a lungo junker tedesco e di quello precocemente "terzo stato" francese, soprattutto grazie all'accesso alle spalline da parte dei sottufficiali, in genere micro-borghesi e "popolani"). Per ogni fase sono analiticamente ripercorse norme di ammissione alla Scuola, caratteristiche dei concorsi di ammissione, forme e contenuti della formazione professionale impartite agli allievi (con analisi dei docenti, delle materie e più in generale delle norme comportamentali e della "socializzazione primaria" del Corpo). L'autore analizza quindi praticamente ogni aspetto della vita dell'allievo ufficiale all'interno dell'Accademia. La sua ricerca si stacca da ogni precedente pubblicazione, di carattere giubilare: l'aver potuto utilizzare per la prima volta in maniera così libera e per un periodo storico così ampio il fondo dei registri degli studenti gli ha permesso di superare di un balzo ogni precedente approssimazione basata sui ricordi personali dei frequentatori o sugli annuari editi dalla Scuola. Certo il comportamento professionale, sociale e politico degli ufficiali italiani non fu dato solo dalla formativa esperienza dei loro primi studi: la quotidiana "vita del reggimento", l'interazione con la vita sociale e politica dell'Italia liberale e fascista e l'esperienza delle guerre italiane formò il carattere del Corpo Ufficiali. Ma era un carattere plasmato a Modena (e a Torino), e che ora finalmente ci riesce più leggibile.


Nicola Labanca