SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Da Hiroshima all’11 Settembre. Breve storia delle guerre contemporanee

Gianluca Fiocco

Firenze, Le Monnier, 349 pp., euro 24,00 2009

Il libro di Fiocco si propone l’obiettivo di «offrire una sintesi» (p. 15) dei conflitti dalla seconda metà del ’900 fino all’inizio del nuovo millennio. Con una struttura che lo rende un agevole manuale di storia delle guerre, il volume tenta di legare il progresso tecnologico e militare all’evoluzione della politica, dell’economia e della società contemporanee. Il lavoro si colloca dentro un filone di studi che ha come oggetto tanto la trasformazione della guerra in epoca contemporanea, quanto le vaste conseguenze che tale trasformazione ha prodotto. Seppur con un limitato ricorso alle fonti primarie, Fiocco dimostra di sapersi muovere all’interno della più recente e autorevole letteratura di storia militare, delle relazioni internazionali e della guerra fredda.La scelta di aprire il volume con gli anni ’30 rispecchia la tendenza, ormai consolidata, a considerare quel periodo ricco di elementi anticipatori dell’evoluzione della guerra e del pacifismo internazionale. Non a torto, però, l’a. riconosce nell’avvento dell’era atomica il vero punto di svolta, quello che porterà la guerra ad assumere una connotazione definitivamente post clausewitziana. Ciò provocherà una vera e propria «rivoluzione culturale militare» che, in ultima analisi, renderà la guerra nucleare «improbabile». L’a. dedica l’intero secondo capitolo all’impatto delle armi nucleari nello scenario internazionale, mettendone in risalto gli effetti stabilizzatori di lungo periodo.Fiocco sostiene che nel corso della guerra fredda «mancava la volontà di combattere una guerra generale» (p. 95). Eppure, le due superpotenze si trovarono impegnate a gestire tutta una serie di conflitti che l’a. riduce sostanzialmente a tre categorie: le guerre asimmetriche, i conflitti interstatuali, le guerre post-coloniali.L’ultima parte del volume è dedicata allo studio di conflitti sorti dalla fine del confronto bipolare, in un contesto che ha visto l’avanzata di due fenomeni specifici. Da un lato, l’implosione di diversi Stati ha alimentato odi e violenze antichi, come nel caso jugoslavo. Dall’altro, l’affermazione del terrorismo transnazionale ha determinato il parziale superamento dei classici apparati statali e ha richiesto l’adozione di nuove forme di difesa, che hanno mutato le tipologie di intervento militare.I pregi del volume sono rintracciabili nella sinteticità e nella chiarezza dell’argomentazione, che portano l’a. a sostenere, per tutto il libro, l’esistenza di due paradigmi contrapposti nell’evoluzione della guerra contemporanea: quello «aeroatomico» e quello della «guerriglia anti e post-coloniale» (pp. 5 e 6). Un limite, tuttavia, è riscontrabile nella poca attenzione - solo un paio di pagine - prestata all’impatto che le armi nucleari ebbero in ampi settori della cultura occidentale e non. Risulta infine riduttivo inserire in due soli paradigmi, peraltro tendenzialmente auto-escludenti, conflitti complessi come il caso algerino o quello palestinese, che costituiscono sì esempi di guerre asimmetriche e post coloniali, ma al contempo condizionate dalle logiche della guerra fredda.


Dario Fazzi