SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

Risorse

Dai fratelli Wright a Hiroshima. Breve storia della questione aerea 1903-1945

Gianluca Fiocco

Roma, Carocci, pp. 318, euro 23,30 2002

Il titolo si presta a equivoci, perché l'autore intende la ?questione aerea? non come lo sviluppo dell'aviazione e il suo ruolo complessivo nelle guerre, bensì come l'importanza del bombardamento strategico o terroristico nei conflitti e ancor più nei dibattiti teorici sulla sua liceità, la sua regolamentazione, infine la sua potenzialità di distruzione. Un tema di grosso rilievo che traversa trent'anni di storia, a partire dai primi voli che annunciano le possibilità del lancio di esplosivi dal cielo e dai bombardamenti terroristici tedeschi su Londra nella prima guerra mondiale e conseguenti rappresaglie britanniche. Nei vent'anni successivi le capacità distruttive del lancio di tonnellate di esplosivi (e di gas) furono oggetto di grandi dibattiti, di grandi emozioni e paure popolari, di reiterati tentativi di limitazione o di disarmo sempre falliti, perché nessuna delle grandi potenze intendeva rinunciare alla possibilità di offese terribili, anche se indeterminate e generalmente sopravalutate. L'autore ricostruisce dibattiti e passioni utilizzando con competenza la ricca produzione anglo-americana e francese, illustra i bombardamenti che nella seconda metà degli anni Trenta commossero il mondo (gli italiani in Etiopia, i franchisti a Madrid e Guernica, i giapponesi in Cina) e infine presenta con chiarezza la crescita del bombardamento terroristico nella seconda guerra mondiale, fino alla distruzione sistematica delle città tedesche da parte dell'aviazione anglo-americana, con risultati militari assai inferiori alle speranze, all'impegno, alle centinaia di migliaia di morti. Fiocco si ferma al secondo dopoguerra, quando la diffusione delle bombe atomiche e i progressi della missilistica cambiano radicalmente i termini del dibattito. In complesso un volume utile e ben documentato, ma con una sorprendente lacuna per quasi tutto quello che riguarda l'Italia. Giulio Douhet, il più noto e efficace teorico del dominio dell'aria come arma risolutiva dei conflitti moderni, è citato soprattutto attraverso la pubblicistica straniera; l'autore conosce la sua opera principale, Il dominio dell'aria del 1921, ma non gli scritti del 1910-1911 che anticipano i temi dei dibattiti europei, né i suoi articoli sulla ?Rivista aeronautica? fine anni Venti che furono ripresi su scala mondiale. Sembra poi ignorare che l'aeronautica fascista adottò ufficialmente le dottrine douhettiane per bocca di Balbo (mai citato); e della guerra aerea italiana in Etiopia ricorda soltanto l'impiego dell'iprite, non i più diffusi e assai più risolutivi bombardamenti con esplosivi tradizionali. La buona conoscenza della produzione internazionale non esime da qualche attenzione all'orticello di casa.


Giorgio Rochat