SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La passione di un socialista. Sandro Pertini e il Psi dalla Liberazione agli anni del centro-sinistra

Gianluca Scroccu

Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 252 pp., euro 20,00 2008

Sandro Pertini è stato senza dubbio uno dei presidenti della Repubblica più popolari, un uomo politico che, capace di accendere le passioni, riusciva a suscitare simpatie trasversali rispetto agli schieramenti politici, tanto da occupare ancora oggi un posto stabile nell'immaginario collettivo degli italiani. A tanta popolarità non corrisponde però un'adeguataconoscenza ? storica e politica ? del personaggio «reale», con gli slanci, le scelte, le debolezze e gli errori. Il bel libro di Scroccu giunge così per cominciare a colmare questa lacuna. Non si tratta certo di un compito semplice: Pertini ebbe una vita politica lunghissima, durata quasi settanta anni e segnata da molte svolte e non poche contraddizioni. Per non essere sopraffatto da un'eccessiva mole di materiale (e di eventi) l'a. ha perciò concentrato la propria ricerca su di un preciso periodo, quello tra il 1945 e il 1963 che, schiacciato fra la partecipazione alla Resistenza e l'impegno come presidente, non ha ricevuto particolare attenzione dagli studiosi. Eppure non è un periodo secondario, anzi: gli anni della ricostruzione democratica, delle lotte nel periodo del centrismo e dell'avvio del centro-sinistra furono anni di scelte difficilissime, che definirono il senso della militanza di Pertini nel Psi e ? osserva Scroccu ? influenzarono «successivamente la sua attività di uomo delle istituzioni, sia come Presidente della Camera che come Presidente della Repubblica» (p. 16). Mediante un attento spoglio di fonti d'archivio spesso ancora inedite (riuscendo così a superare le molte difficoltà poste dalla dispersione di buona parte degli archivi socialisti), l'a. segue dunque passo dopo passo le vicende del futuro presidente, collocandone l'operato nel contesto della storia del Psi e della più ampia temperie nazionale e internazionale. Se ne trae la conferma di un percorso anomalo, che sfugge alle classificazioni schematiche o alle rigide appartenenze di corrente; un percorso scandito da svolte repentine, sovente imputate all'impulsività di carattere di un uomo passionale ed emotivo. Scroccu invece, pur riconoscendo taluni evidenti limiti caratteriali di Pertini, propone una interpretazione originale ? e convincente ? del suo itinerario politico, in cui i mutamenti tattici avvenivano sempre nella fedeltà ad alcuni fondamentali obiettivi strategici: l'antifascismo, l'unità del Partito e la difesa degli interessi delle masse popolari. Ecco perciò l'uomo favorevole alla politica unitaria col Pci, ma che si adopera per evitare la scissione di Saragat e poi si schiera contro le liste uniche del Fronte popolare (che rischiano di penalizzare il Psi). Ecco il dirigente che aderisce al frontismo ma senza allinearsi in modo rigido, che appoggia l'apertura a sinistra ma, in nome dell'unità di classe, nel 1956 è freddo verso l'unificazione in chiave anticomunista col Psdi. Ecco infine il leader protagonista della lotta nel luglio 1960 contro il governo Tambroni, ma perplesso per le modalità e i contenuti con i quali il Psi procede verso il centro-sinistra. Ne emerge un quadro ricco e articolato, destinato a fare del libro di Scroccu un punto di riferimento per future ricerche sul tema.


Paolo Mattera