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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alessandro Schiavi. Il socialista riformista

Gianni Silei (a cura di)

Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 206 pp., euro 15,00 2006

Il volume raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Forlì nel 2005, Alessandro Schiavi, il politico, l'amministratore, lo studioso e fa parte della collana della Fondazione Filippo Turati che dal 2003 pubblica i documenti del fondo Alessandro Schiavi presso l'Archivio di Stato e la Biblioteca comunale di Forlì e studi sul personaggio. Nella premessaMaurizio Degl'Innocenti, dopo aver accennato all'iniziativa della Fondazione Turati e del Comitato per le onoranze ad Alessandro Schiavi, lo qualifica come «?imprenditore? politico» (p. 10), per il suo variegato impegno di politico nel PSI, di giornalista nell'«Avanti! » e in riviste quali «Critica sociale» e «Riforma sociale», di tecnico nella Società Umanitaria, di amministratore nel Comune di Milano nelle giunte socialiste negli anni a cavallo della prima guerra mondiale. Vi sono quindi i brevi saggi di Carlo G. Lacaita, Alessandro Schiavi, il riformismo e la cultura delle riforme, nel quale si descrive l'impegno «che intende essere ?scientifico? e ?socialista?» (p. 14) di Schiavi nel socialismo italiano ed europeo del primo '900 e di Dino Mengozzi, Cultura politica, religiosità e revisionismo in un socialdemocratico, dove si narra della formazione di Schiavi nell'Università di Roma con Angelo Messedaglia e Antonio Labriola dai quali apprese la statistica ed il marxismo, personalità e materie che avrebbero caratterizzato tutta la sua feconda attività, compreso l'approccio religioso al socialismo, proprio della sua generazione. La parte centrale del volume comprende tre ampi saggi, di Maurizio Punzo, Schiavi a Milano: politica, giornalismo, amministrazione pubblica, dove è descritto l'impegno nelle giunte dei sindaci Emilio Caldara e Angelo Filippetti nel quadro del suo complesso rapporto con il PSI; di Ivano Granata, Alessandro Schiavi e la Società Umanitaria, nel quale si narra dell'esperienza come direttore dell'Ufficio del Lavoro dell'Umanitaria dal 1903 al 1910; di Silvia Bianciardi, La casa e la città in Schiavi, dedicato al lavoro nell'Istituto per le case popolari a Milano nel periodo liberale e a Forlì e in Italia durante la Repubblica fino agli anni '60. Seguono i brevi contributi di Silei, Alessandro Schiavi traduttore ed editore, e di Stefano Caretti, Alessandro Schiavi e l'Archivio Turati, dove è descritto il suo ruolo di custode, insieme alla figlia Lia, delle carte Turati durante il fascismo e la guerra, e di studioso nel periodo liberale e repubblicano. Chiude il volume un lungo saggio di Vanni Tesei, Alessandro Schiavi e Forlì, dedicato agli anni della formazione del giovane Schiavi, al periodo dell'esilio nella campagna forlivese durante il fascismo, alle sue rinnovate iniziative di riformista nell'Italia repubblicana nelle file del Partito socialdemocratico. Il libro, che fornisce una sorta di sintesi delle ricerche sul personaggio, illustra le molteplici attività di Schiavi di cui si identificano le radici nel socialismo riformista. Manca però il profilo relativo all'impegno nel movimento europeista nell'Italia repubblicana, anch'esso ascrivibile a quelle stesse radici.


Oscar Gaspari