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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Africa nera fra Cristianesimo e Islam. L'esperienza di Daniele Comboni (1831-1881)

Gianpaolo Romanato

Milano, Corbaccio, pp. 454, euro 24,50 2003

Gianpaolo Romanato non è nuovo agli studi sull'Africa nera vista attraverso gli occhi e la sensibilità di Daniele Comboni. A cinque anni dalla pubblicazione della biografia su Comboni e in occasione della sua canonizzazione, l'autore ripropone l'esperienza del missionario collocandola nell'ampio contesto storico-religioso e facendo della sua biografia uno strumento di conoscenza del continente negli anni dello scramble for Africa. La narrazione evidenzia l'intuito del Comboni nel cogliere le circostanze storiche dell'espansione coloniale come opportunità per un nuovo rapporto tra Europa e Africa. I tenui contatti, che l'Africa nera aveva avuto per secoli con il mondo esterno, avevano permesso di preservare culture e stili di vita tradizionali. A partire dal XVII secolo, la tratta degli schiavi aveva avviato un processo di destrutturazione delle società africane, specie lungo la costa atlantica, da dove la corruzione e il traffico si erano estese alle regioni interne. Nonostante i mutamenti innescati dall'economia di tratta, gli Stati precoloniali erano riusciti a mantenere, sia pur parzialmente, alcuni equilibri interni, che si infransero solo nella prima metà del XIX secolo, quando l'espansione turco-egiziana, con la conquista del Sudan, aprì la grande via nilotica di penetrazione nell'interno del continente. La prima parte del volume ricostruisce la vicenda missionaria in Africa centrale fino alla morte del Comboni, soffermandosi in particolare sull'operato del giovane sloveno Ignaz Knoblecher e descrivendo il fallito tentativo di avviare una missione. Il triste epilogo della vicenda indusse il Comboni a riflettere sui limiti di quel progetto e a ideare una diversa strategia missionaria, che sarebbe divenuta celebre come Piano per la rigenerazione dell'Africa. Non si tratta, qui, solo dell'obiettivo di evangelizzare il continente africano. Il Piano esplicitava una nuova visione dell'uomo africano ed un rapporto tra Europa e Africa fondato sull'?incontro? ? pur problematico ? con l'alterità culturale, anziché sullo ?scontro? e l'assoggettamento. Era una concezione profondamente innovativa, che non temeva di prefigurare un'Africa costruita dagli africani e contrastava con i principi di supremazia dell'ideologia coloniale dominante. Uomo di cultura religiosa tradizionale, il Comboni accetta la sfida di un Cristianesimo ?inculturato? e del rapporto con l'Islam africano, anticipando problematiche centrali della vicenda missionaria contemporanea.


Paolo Borruso