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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Giganti petroliferi e grandi consumatori. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la rivoluzione petrolifera (1968-1974)

Bruno Pierri

Roma, Studium, 388 pp., € 28,00 2015

Il volume si propone di indagare quella che è ormai riconosciuta come una delle più importanti trasformazioni della storia internazionale di fine ’900, ossia la ridefinizione del ruolo di Stati Uniti e Gran Bretagna in seguito all’utilizzo, da parte dei paesi produttori, del petrolio come «arma» economica, politica e diplomatica. Giganti petroliferi e grandi consumatori si colloca all’interno di una storiografia che negli ultimi anni, sia a livello nazionale che internazionale, ha prestato una crescente attenzione allo studio degli shock petroliferi degli anni ’70. L’originalità del libro risiede principalmente nell’attenta disamina di una mole im- pressionante di documenti, provenienti da vari archivi: non solo dai più noti National Archives and Records Administration americani e National Archives britannici, ma anche dalla Nixon Presidential Library e dai Kissinger Papers conservati presso la Library of Congress. Rispetto a quanto già pubblicato e in linea con i lavori di Tore Petersen, l’a. non si limita a esaminare le relazioni tra singoli paesi, ma colloca i cambiamenti in un quadro internazionale di grande complessità, segnato dal mutato ruolo globale di Washington e Londra e dall’emergere di un nuovo protagonismo dei paesi produttori. L’a. individua negli anni 1968-1974 un punto di svolta non solo nei rapporti tra produttori e consumatori, ma anche nel ruolo internazionale degli Usa e nelle relazio- ni transatlantiche. Di fronte al costituirsi di un nuovo scenario, connotato dalla nasci- ta dell’Organization of Arab Petroleum Exporting Countries (Oapec), dall’emergere dell’Urss come fornitrice di petrolio e gas naturale e potenziale alleata dei paesi arabi, e dal venir meno dell’impegno militare britannico nella regione, gli Usa promossero una politica volta al mantenimento della stabilità in Medio Oriente. Attraverso la Twin Pillars Policy, affidarono a Iran e Arabia Saudita un ruolo sempre più importante, al fine di con- tenere l’influenza dell’Urss e l’espandersi del radicalismo arabo, specie dopo la naziona- lizzazione delle risorse di Libia e Iraq e l’embargo petrolifero del 1973. Attraverso pagine dense, l’a. dimostra in maniera convincente i limiti delle politiche promosse dagli Usa in Medio Oriente. Seguendo una linea interpretativa piuttosto consolidata, ma qui ripropo- sta alla luce di una nuova documentazione, l’a. evidenzia come, in nome della sicurezza degli approvvigionamenti e del containment, l’aumento del prezzo del petrolio sia stato «accelerato dalla politica perseguita dalla diade Nixon Kissinger, in un momento in cui gli Stati Uniti attraversavano una fase di declino» (p. 353). Il volume costituisce un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia com- prendere l’importanza che il petrolio ha avuto nella trasformazione delle relazioni inter- nazionali degli anni ’70, e le conseguenze di lungo periodo della politica americana in Medio Oriente, in termini di equilibri regionali e del crescente potere finanziario e anche militare di alcuni paesi produttori.


Elisabetta Bini