SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il banchiere del Papa e la sua miniera. Lotte operaie nel villaggio minerario di Cave del Predil

Giordano Sivini

Bologna, il Mulino, 197 pp., Euro 20,00 2009

Il libro si articola in sette capitoli, suddivisi in brevi paragrafi. Il primo, Mamma miniera, delinea l'oggetto della ricerca, la miniera di Cave del Predil, al confine tra Friuli, Austria e Slovenia (Raibl era il nome sloveno), una realtà sociale a lungo improntata ad un sapiente paternalismo. Il secondo e il terzo capitolo ricostruiscono le vicende della famiglia Nogara, soffermandosi in particolare sulla singolare biografia di Bernardino (nato in provincia di Como nel 1870), ingegnere minerario che diresse diverse miniere, in Italia e all'estero. Suo fratello Giuseppe venne nominato arcivescovo di Udine nel 1928, mentre Bernardino nel 1930 si trasferì con la famiglia a Roma, quando Pio XI gli affidò il compito di occuparsi degli affari e delle finanze del Vaticano, ruolo che svolse fino al 1958, anno della sua morte.Il figlio Giovanni (Johnny perché era nato in Galles nel 1899) ne seguì le orme, studiando al Politecnico di Milano e perfezionandosi alla Royal School of Mines di Londra, per fare poi le sue prime esperienze in Cornovaglia e in Australia. Nel 1932 il padre lo inviò a guidare la miniera di Raibl, di cui il Vaticano era socio di minoranza (il giacimento passò all'Italia dopo la Grande guerra).La maggioranza delle azioni della Raibl apparteneva al finanziere inglese Charles Moreing (cui è dedicato il quarto capitolo): egli decise, nell'aprile del 1956, di cederne il controllo alla Pertusola, che faceva capo alla multinazionale Penarroja e che possedeva anche alcune importanti miniere di piombo e zinco in Sardegna. L'arrivo della nuova proprietà causò un rapido mutamento dell'organizzazione del lavoro con l'introduzione del cottimo Bedaux, un sistema per cui «si viveva sotto l'incubo del licenziamento» (p. 118). A questa problematica è dedicato il quinto capitolo (Lavoro e sicurezza in miniera), ma anche, indirettamente, i successivi (Cronache di uno sciopero e Epilogo) incentrati sulla difficile vertenza che nel 1957 vide le maestranze, unite e guidate dall'ex-minatore Guerrino Gabino, opporsi coraggiosamente all'azienda.Il libro, scritto con passione (l'a. da giovane fu cronista della lotta operaia qui raccontata), focalizza bene il contesto sociale e i suoi protagonisti. Giordano Sivini non è uno storico di professione: insegna infatti Sociologia politica nella Facoltà di Economia dell'Università della Calabria. L'a. utilizza anche le fonti orali, citando passi delle interviste effettuate a Cave nel 2007 e altre interessanti testimonianze raccolte nel 1996 da Angela Tubaro per la sua tesi di laurea in Antropologia culturale (le interviste restano anonime seguendo le regole di questa disciplina). Sivini si confronta con perizia con l'ormai ampia bibliografia sull'argomento e con i fondi archivistici disponibili: tra questi anche l'Archivio storico delle miniere sarde, il cui responsabile, Pietro Tocco, ha avuto il merito di salvare da una probabile distruzione la documentazione della Pertusola relativa alla Raibl, trasferendola da Crotone a Iglesias.


Sandro Ruju