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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Un comunista senza rivoluzione. Arrigo Cervetto dall'anarchismo a Lotta comunista: appunti per una biografia politica

Giorgio Amico, Yurii Colombo

Bolsena (Vt), Massari, pp. 167, euro 10,00 2005

Arrigo Cervetto (1927-1995) è stato un intellettuale che ha attraversato la storia dell'Italia del Novecento sul fronte del pensiero rivoluzionario, dapprima anarchico e poi marxista-leninista. Teorico e organizzatore, ha legato la militanza alla riflessione storico-politica, mantenendo nel tempo un impegno rigoroso nei confronti dello studio e del partito, Lotta comunista, da lui creato e per tanti versi in lui identificato. Il lavoro di Giorgio Amico e Yurii Colombo (non storici di professione ma militanti, in momenti diversi, del partito di Cervetto) intende dare una prima lettura globale ? nella quasi totale assenza di contributi significativi in merito ? di questa attività, a partire dagli anni dell'adolescenza e dell'antifascismo, attraverso l'adesione al PCI durante la Resistenza e al successivo approdo anarchico, per giungere alla riflessione che dalla seconda metà degli anni Cinquanta lo porterà a fondare nel 1965 Lotta comunista e a concepire una personale visione del marxismo-leninismo. Il libro si può sostanzialmente dividere in due parti. I primi quattro capitoli ricostruiscono le vicende del giovane Cervetto e la sua maturazione politica, fatta di esperienza di fabbrica e di formazione autodidatta, e mettono in luce l'evolversi di un pensiero che si lega con il movimento anarchico per poi superarlo mano a mano che si fa evidente la necessità di una riflessione puntuale sul tema della lotta di classe e della dittatura del proletariato. È questo un periodo di vivaci dibattiti e fervide collaborazioni con diverse riviste, che viene ricostruito in maniera efficace, secondo una precisa analisi sia delle vicende di natura squisitamente politica che di quelle intellettuali, senza mai perdere di vista il contesto generale in cui sono collocate. I capitoli sesto e settimo, invece, affrontano il Cervetto ?capo? e teorico di Lotta comunista, e sono la parte forse meno riuscita in ragione dell'impossibilità di accedere all'archivio di Cervetto e quindi di consultare materiali che avrebbero potuto essere decisivi per gettare maggior luce su alcuni passaggi cruciali. Questa mancanza contribuisce ad appiattire l'analisi sugli stessi testi che Cervetto ha prodotto, quasi nella totalità articoli per il giornale «Lotta comunista», senza poter svolgere una riflessione più profonda su alcuni nodi essenziali, in particolare sull'ortodossia leninista che si sviluppa a partire dagli anni Settanta. D'altra parte, i limiti sopra evidenziati non impediscono di formulare un giudizio complessivo equilibrato del trentennio 1965-1995, che pone in evidenza le contraddizioni e le incertezze di un'elaborazione teorica per troppi aspetti debitrice tanto dello scientismo tardo-positivista maturato nella Seconda Internazionale, quanto dell'eccessiva rigidità dello schema leniniano, mai messo in discussione, del rapporto tra crisi, guerra e rivoluzione. Completano il libro una dettagliata bibliografia, strumento indispensabile per ulteriori approfondimenti, e un'appendice francamente non necessaria sugli ultimi decenni della Savona operaia.


Davide Montino