SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Giuseppe Micheli nella storia d'Italia e nella storia di Parma

Giorgio Vecchio e Matteo Truffelli (a cura di)

Roma, Carocci, pp. 497, euro 32,50 2002

Il volume raccoglie i saggi scaturiti dalle relazioni presentate all'omonimo convegno tenutosi a Parma nel 2000, nell'ambito delle iniziative tese a ricordare il più significativo rappresentante del cattolicesimo politico parmense della prima metà del ?900 in occasione del cinquantenario della morte, avvenuta nel 1948, e del centenario della fondazione dell'associazione ?La Giovane Montagna?, fondata da Giuseppe Micheli nel 1899 nell'intento di avviare un processo di modernizzazione e di vera e propria rinascita dell'appennino parmense in una stagione difficile, segnata dall'abbandono della montagna e dalla diffusa emigrazione alla ricerca di più umane condizioni di vita. Un modello ? quello della ?Giovane Montagna? ? rivolto, a un tempo, a rivitalizzare le energie cattoliche in quelle aree depresse, alla scoperta e alla valorizzazione del territorio appenninico attraverso l'incontro fra società cittadina e comunità montane, a sua volta favorito da un ?escursionismo sociale? che persegue l'obiettivo della ?cristianizzazione? di quella regione anche sul piano simbolico, attraverso l'erezione di croci e la collocazione di cippi sulle cime e i crinali appenninici: un modello associazionistico e di testimonianza che si diffonde, a partire dalle vicine zone appenniniche del Reggiano e del Modenese, e che costituisce un tratto significativo dell'azione di Micheli e del cattolicesimo democratico a cavallo del 1900. Non a caso, le iniziative in campo economico e sociale e l'interesse per la valorizzazione dell'ambiente rendono l'uomo politico parmense assai popolare in un'area ben più ampia della sua Parma e dell'Appennino parmense, mentre ?Giovane Montagna? è il nome della rivista che costituisce il primo strumento, in ambito locale, dell'azione politica di Micheli. Teso a un'analisi complessiva della figura e dell'opera dell'uomo politico ? che fu tra i fondatori del PPI e della DC, deputato dal 1908 al 1925, membro della Consulta e dell'Assemblea Costituente, ministro con Nitti, Giolitti, Bonomi e De Gasperi ? il volume, senza trascurare gli aspetti più conosciuti della sua vicenda politica, mette a fuoco aspetti della sua personalità e gli ambiti assai diversi in cui si dispiegò la sua azione pubblica, dalla sua religiosità al rapporto (così attentamente costruito) con i suoi elettori, dall'opera a favore della casse rurali a quella dispiegata per lo sviluppo della montagna nell'ambito del progetto popolare di una più ampia riforma agraria, dagli studi di storia del diritto e delle antiche istituzioni locali all'azione a favore del decentramento e delle autonomie locali culminata nell'originale (e perdente) proposta regionalistica presentata da Micheli alla Costituente. Particolare attenzione viene dedicata all'impegno politico diretto di Micheli sulla questione dei sistemi elettorali (nel primo e nel secondo dopoguerra) e ai suoi rapporti con il movimento cattolico e con la realtà economica e sociale della sua città, a giustificare la duplice dimensione, nazionale e locale, su cui il convegno e il libro sono stati costruiti.


Alberto Preti