SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il socialismo dal basso. Hal Draper e la rifondazione democratica del marxismo

Giovanni Borgognone

Firenze, Olschki, XI-193 pp., euro 22,00 2008

Il nome di Hal Draper (1914-1990) richiama immediatamente al lettore italiano un instant book sulla nascita del movimento di protesta studentesco a Berkeley tradotto a caldo da Einaudi quarant'anni fa. Draper era un intellettuale militante di estrazione trockista passato attraverso l'intero «secolo di ferro» guadagnandosi giudizi che vanno da quello per cui è «uno dei principali marxisti al mondo», a quello di chi lo liquida in poche righe come «bibliotecario di Berkeley» di mezza età coinvolto nella rivolta studentesca. Borgognone ne recupera qui meritoriamente il percorso intellettuale in un libro dal quale Draper si vede restituito un ruolo nella riflessione politica della sinistra Usa. Il libro è strutturato in quattro nitidi capitoli. Il primo è una panoramica della sinistra americana dalle origini del socialismo alle elaborazioni negli anni '30 del cosiddetto «terzo campo», «in opposizione sia all'asse Londra-Parigi, sia a quello Berlino-Mosca, entrambi imperialistici» (p. 9). Il secondo esamina lo sviluppo della critica rivolta da Draper, nel quadro del third camp socialism, sia contro il liberalismo americano, sia contro il comunismo sovietico, «riflessi o anticipazioni della ?collettivizzazione burocratica? globale» (p. VII). Il terzo riguarda il contributo fornito da Draper al Free Speech Movement di Berkeley e in particolare il suo saggio The Mind of Clark Kerr, che conteneva una efficace (e ingiustamente dimenticata) critica dell'università come «un'istituzione sempre meno distinguibile da altre imprese nel contesto della società industriale» (p. 75); un'analisi nella quale Draper applicava la tesi della collettivizzazione-burocratizzazione al caso del tecnocrate Clark Kerr, l'economista del lavoro assurto al vertice dell'Università della California, e forniva per questa via una sorta di Bibbia al movimento studentesco. Al successivo irrigidimento ideologico e alla deriva settaria della New Left, Draper oppose infine una riflessione teorica, di ispirazione marxiana, volta a rivendicare un «socialismo dal basso»; riflessione suggestiva che occupa l'ultimo capitolo.Puntuale e organico nella disamina del pensiero di Draper, il libro di Borgognone denuncia qualche limite, bibliografico e di sostanza, quando dalle pagine della storia del pensiero radicale si avventura nella società Usa novecentesca. Per non fare che qualche esempio, la letteratura sul sindacato degli Industrial Workers of the World, definito un po' frettolosamente «anarcosindacalista», si riduce a un titolo di oltre trent'anni fa. Il famoso sciopero siderurgico di McKees Rocks del 1909 diventa qui «minerario» (p. 4). E il Progressive Party, guidato nel 1924 da Robert La Follette, diventa impropriamente lo stesso «partito fondato da Theodore Roosevelt nel '12» (p. 6). Una maggiore attenzione al contesto storico avrebbe giovato a questo comunque incisivo contributo, rendendolo ancora più efficace.


Ferdinando Fasce