SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dalla Monarchia alla Repubblica 1943-1946. Santa Sede, cattolici italiani e referendum

Giovanni Sale

Milano, Jaca Book, pp. 242, euro 19,00 2003

Da qualche tempo, Giovanni Sale si è dedicato con entusiasmo alla pubblicazione di documenti conservati presso l'archivio della «Civiltà cattolica», della cui redazione fa parte. Questo archivio costituisce una sorta di ?mito? per gli studiosi del Cattolicesimo contemporaneo, come pure di mito si può parlare a proposito della stessa rivista e, più in generale, della Compagnia di Gesù, cui viene attribuita dalla communis opinio una potenza straordinaria. Forse, però, questo triplice mito intorno all'archivio, alla rivista e ai gesuiti, andrebbe ridimensionato, almeno in parte. Come tutti i miti, infatti, anche questo può indurre a guardare il cespuglio senza accorgersi del bosco; nessun fatto e, tantomeno, nessun documento ?parla? da solo, entrambi acquistano significato o interesse solo in rapporto al contesto. Giovanni Sale ne è consapevole, tanto da premettere alla pubblicazione dei documenti una sua ricostruzione degli atteggiamenti della Chiesa, del mondo cattolico e della DC intorno alla questione istituzionale, poi risolta dal referendum del 2 giugno 1946 che sancì il passaggio alla Repubblica. Tale ricostruzione, però non prende in considerazione l'ampio dibattito storiografico in materia e le relative fonti. È singolare in particolare il silenzio sui lavori dei maggiori esperti di questi problemi, da Pietro Scoppola ad Andrea Riccardi. Avrebbe certamente giovato anche un collegamento con il dibattito storico complessivo sul passaggio istituzionale, in cui i cattolici furono solo una delle componenti. In questa parte, l'autore sostiene la tesi che De Gasperi fosse favorevole alla Monarchia: avrebbe accantonato in pubblico questa sua posizione personale per motivi ?tattici?. I documenti pubblicati da Sale, però, non offrono elementi a sostegno di questa tesi, mentre egli stesso riporta l'opinione di testimoni diretti, dalla figlia Maria Romana a Giulio Andreotti, che hanno parlato di una inclinazione personale di De Gasperi a favore della Monarchia. Peraltro i documenti pubblicati confermano il favore per la Monarchia diffuso tra diplomatici vaticani, vescovi e larga parte del mondo cattolico: ciò spiega la cautela di De Gasperi nei colloqui con questi interlocutori. Mancano una presentazione dei documenti pubblicati, indicazioni sui criteri utilizzati per la loro scelta, il loro esame critico. In un volume incentrato sulla pubblicazione di documenti, questi elementi sarebbero stati opportuni. Qualche dubbio sorge intorno alla trascrizione degli originali: il cav. Tappoussi, citato a p. 103, potrebbe forse essere il card. Tappouni. I documenti pubblicati, presentano comunque diversi motivi di interesse: c'è da augurarsi che Giovanni Sale continui a coltivare le sue doti di ?cacciatore? di documenti, maturando sempre più anche la capacità di utilizzarli.


Agostino Giovagnoli