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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La Civiltà cattolica? nella crisi modernista (1900-1907). Fra transigentismo politico e integralismo dottrinale

Giovanni Sale

Prefazione di Pietro Scoppola, Roma-Milano, La Civiltà cattolica- Jaca Book, pp. 2001

Utilizzando per la prima volta fonti inedite di grande importanza ? tra cui l'archivio stesso della rivista dei gesuiti ? padre Giovanni Sale studia in questo denso volume l'atteggiamento della ?Civiltà cattolica? nella ?crisi modernista?. Accoglie quindi come punto di partenza il suggerimento di Pietro Scoppola, espresso ormai quarant'anni fa, di allargare il quadro rispetto allo studio del modernismo inteso come movimento oppure come posizione dottrinale identificata dai documenti magisteriali di condanna, storicizzando nel loro orizzonte appropriato il ruolo dei sostenitori delle innovazioni teologiche e dei loro critici (come lo stesso Scoppola riconosce nella Prefazione). La rivista appare quindi certamente come una componente del fronte ?antimodernista?, ma con una collocazione peculiare e un'articolazione notevole delle posizioni stesse dei vari padri del collegio degli scrittori. Tra le acquisizioni più importanti della dettagliata ricostruzione sta proprio il pluralismo interno alla rivista nei primissimi anni del secolo, soprattutto di fronte al delicatissimo fronte degli studi biblici: un pluralismo troncato in sostanza dalla richiesta autorevole della Santa Sede ? appena Pio X venne eletto papa ? di una rigorosa chiusura verso le novità del metodo storico-critico. Emerge poi l'importanza del lavoro di un gruppetto di gesuiti ?riformatori? (i padri De Santi, Brandi, Pavissich) nell'elaborazione di una svolta politica verso il transigentismo, a cavallo tra 1903 e 1904, in stretto contatto con gli orientamenti dello stesso Pio X (la parte politica del libro sembra però quella in cui l'autore si muove con minor agio, non utilizzando ad esempio i più recenti studi sulla complessa questione del clerico-moderatismo). Infine, emerge la fondatezza di una classica interpretazione sulla ?svolta? che la rivista avrebbe conosciuto attorno al 1904, soprattutto grazie all'arrivo di un nuovo importante collaboratore come padre Enrico Rosa: Sale spiega il cambiamento non tanto con un cambiamento culturale, quanto sul fronte del metodo e degli interessi della rivista, che si sarebbero orientati in modo più marcato verso le questioni teologico-dottrinali. Certo, in questa battaglia teorica la rivista seguì un ?integralismo dottrinale?, che peraltro l'autore distingue accuratamente dalle posizioni più estreme del fronte antimodernista. In sintesi, abbiamo di fronte senz'altro una ricerca di prima mano, che arricchisce il quadro delle conoscenze su uno snodo critico ancora molto controverso della moderna vicenda storica della chiesa cattolica. In questo delicato orizzonte padre Sale ? egli stesso membro attuale del collegio degli scrittori della rivista ? si fa guidare nell'interpretazione da un apprezzabile equilibrio complessivo. La forma non del tutto lineare del volume, a tratti ripetitiva e un po' farraginosa, rende però forse meno immediata e diretta la fruizione del suo contributo.


Guido Formigoni