SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Nella Repubblica di Santa Margherita. Storie di un campo veneziano nel primo Novecento

Giovanni Sbordone

Prefazione di Emilio Franzina, Venezia, Camera del Lavoro metropolitana-Comune d 2003

Frutto della rielaborazione di una tesi di laurea discussa all'Università ?Ca' Foscari? di Venezia, questo lavoro ci ricorda implicitamente il valore di certe ricerche fatte a conclusione di un ciclo formativo che lasciava spazio alla produzione di elaborati talvolta capaci di offrire contributi utili ad arricchire le conoscenze degli studiosi, oltre che a favorire la formazione di nuove leve di laureati. La costruzione del mito della ?Repubblica di Santa Margherita?, in uno scenario fatto di tabacchine e portuali, di quegli ?scaricatori membruti? celebrati tra gli anni Dieci e Venti del ?900 anche da una classe dirigente attenta a valorizzare le presunte ?tradizioni più genuine? della Serenissima (pp. 19-20), viene analizzata sulla base di un'ampia lettura di giornali e pubblicistica, censimenti e dati statistici (pp. 319-340), fonti iconografiche e documenti d'archivio. Protagonisti delle storie descritte da Sbordone sono le folle di manifestanti che un secolo fa segnarono la nascita della politica di piazza a Venezia, ma anche i singolari personaggi che si potevano incontrare tra botteghe, caffè e osterie, non solo nei giorni del carnevale o in vista della preparazione di un primo maggio. Ma anche se il campo di Santa Margherita ospitò la sede della Camera del Lavoro a inizio ?900, le sue immagini di quartiere popolare e sovversivo per eccellenza ? in un Veneto ?bianco? e sempre considerato privo di quelle ?piccole Russie? che si crede abbiano caratterizzato zone come Sesto Fiorentino o Acquanegra sul Chiese, o alcuni quartieri di città del Centro-Nord ?, di monumento ?alla venezianità? o di ?piazza del primo maggio? (p. 27) non sono prevalentemente dovute a una particolare distribuzione sociale della popolazione di questo grande campo (inserito peraltro in un sestriere ?popolare?), ma all'insieme di pratiche sociali, di riti, che caratterizzò alcuni momenti decisivi per la storia d'Italia e che permise a Santa Margherita di acquisire un peculiare primato nel tessuto civile veneziano. Non a caso, le manifestazioni del 1904 come quelle del 1914 e, soprattutto, gli aspri scontri del 1919-1922 sono i nodi intorno a cui si addensa la storia di questo luogo e la costruzione delle sue identità con un processo ? ricorda Emilio Franzina ? di ?autoriconoscimento dei suoi abitanti e di creazione, nonché di accettazione all'?esterno' (o dall'?esterno'), in un angolo speciale di Venezia, d'una identità collettiva di quartiere? (p. 9). La ricostruzione, infatti, è centrata sul primo quarto del Novecento, lasciando all'ultimo capitolo il compito di intessere alcuni fili con le trasformazioni del campo in età repubblicana.


Roberto Bianchi