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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Berretti frigi e alberi della libertà. Intendenza della Calabria Citeriore (1806-1815)

Giovanni Sole

Arcavacata di Rende, Università della Calabria-Centro editoriale librario, 65 pp 2007

Il bicentenario del Decennio francese (1806-1815) ha dato e sta dando luogo a numerose manifestazioni per ricordare un momento di profonda trasformazione dello Stato e della società meridionali: il riformismo che ha modernizzato le istituzioni e introdotto nuovi modelli comportamentali continua a essere visto con una valutazione positiva, nonostante le sofferenze, le resistenze, che le popolazioni espressero verso la imposizione di leggi ispirate da un mondo straniero.Assumono l'aspetto di celebrazioni le iniziative delle Amministrazioni provinciali, nate nel 1806 e in seguito trasformate, grazie ad interventi legislativi che definirono le articolazioni territoriali periferiche. L'operazione ha anche un valore politico nel voler ribadire l'utilità di un ente del quale, negli ultimi decenni, soprattutto dopo la creazione delle Regioni, si dibatte nell'ottica della soppressione.Nel caso di Calabria Citra l'Amministrazione provinciale di Cosenza ha finanziato la pubblicazione di questo volumetto che ha un evidente scopo divulgativo preso il pubblico dei non addetti ai lavori: le pp. 5-32 sono un rapido excursus sulle vicende calabresi del 1799 e del Decennio francese con abbondante uso di documenti, riportati integralmente, per illustrare aspetti antropologici della realtà calabrese di fronte a rivoluzioni, guerre, vendette, brigantaggio; le pp. 33-40 riportano il censimento della popolazione nel 1816, rilevata dalla legge 1 maggio 1816 per la coscrizione nella Provincia; le pp. 41-65 sono tratte dalla sceneggiatura che l'a. ha preparato per La roche de Gal gal, film sull'assedio di Amantea, cioè su uno degli episodi più noti e tragici della resistenza all'occupazione francese. Arricchiscono il testo molte immagini, prive purtroppo di didascalie.Lo storico si troverà di fronte quindi a un testo volutamente sommario, che mira a dare al cittadino il senso delle contraddizioni sia del periodo che della società di questa zona della Calabria. Esso, tuttavia, non risponde, se non in poche righe riassuntive e nell'indicazione succinta dell'opera degli intendenti (V. Palumbo, S. Colonna De Leca, J. Briot, M. Galdi, L. Flach) a ciò che ci si attenderebbe dal sottotitolo: un'illustrazione dell'azione delle intendenze che ebbero un ruolo nevralgico nei rapporti centro-periferia.La parte più apprezzabile rimane alla fine la sceneggiatura del film, che ci riporta alla quotidianità del tragico assedio, fatto non solo di attacchi e battaglie, «ma anche di lunghi ozi durante i quali la gente parla e pensa» e i protagonisti sono molti, vari, espressione ognuno della complessità del momento.


Renata De Lorenzo