SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Gioventù studentesca. Storia di un movimento cattolico dalla ricostruzione alla contestazione

Marta Busani

Roma, Studium, 546 pp., € 23,00 2016

Gioventù Studentesca (Gs), il movimento cattolico fondato da don Luigi Giussani nel 1954, non ha ancora ricevuto la giusta attenzione dalla storiografia. Hanno influito su questo ritardo diversi fattori: l’evoluzione di Gs in Comunione e Liberazione, dopo la tormentata stagione del postconcilio e del Sessantotto, ha indotto diversi studiosi ad appiattirne la storia sulla seconda organizzazione fondata da Giussani, col risultato che molti giudizi e interpretazioni sono stati estesi retroattivamente al movimento degli studenti nato a Milano nella seconda metà degli anni ’50. In secondo luogo, negli studi storici è spesso prevalsa la tendenza a sottovalutare o a trattare come una realtà a parte il mondo giovanile cattolico, sebbene non siano pochi i lavori che si sono susseguiti negli anni. La mancata sedimentazione di questa stagione di ricerche ha fatto sì che si riproponessero analisi e ricostruzioni spesso non ancorate a una solida base documentaria. Il libro di Marta Busani colma questo vuoto ricostruendo, attraverso un’ampia e in parte inedita documentazione archivistica, la storia di Gs, tracciandone il profilo dal secondo dopoguerra fino all’esplosione della contestazione studentesca nella seconda metà degli anni ’60. La scelta di individuare la gestazione del movimento alla fine degli anni ’40, intrecciandola con il processo di formazione dell’Azione Cattolica nel nuovo contesto dell’Italia democratica, è di per sé indicativa dell’approccio innovativo che caratterizza il volume. L’a. ricostruisce i modelli che ispirarono la nascita di Gs e con cui l’organizzazione di Giussani si confrontò negli anni ’50 e ’60: come, ad esempio, la Jeunesse étudiante chrétienne in Francia e in Belgio, influenzata dal pensiero e dalle opere del cardinale Joseph-Léon Cardijn e dalla nouvelle théologie di Henri de Lubac, Yves Congar e altri ancora. Sono tutti punti di riferimento molto lontani dal substrato integralista e antimoderno spesso attribuiti a Gs. Certamente la rilettura compiuta da Giussani della nuova teologia non era priva di accenti critici – come in passato era accaduto con l’interpretazione del modernismo – ma il tratto saliente di Gs fu la sua apertura alle innovazioni culturali e teologiche, specialmente quelle provenienti dalla stagione conciliare. L’a. torna su questo punto più di una volta dimostrando, attraverso la vicenda delle missioni organizzate da Gs in Brasile, la proiezione globale del movimento di Giussani, che costituì per molti aspetti un piccolo laboratorio dei fermenti e delle inquietudini che poi sfociarono nella protesta studentesca del Sessantotto. Una riflessione più marcata sul modello di modernità al quale Gs aspirava avrebbe aiutato a comprendere meglio l’evoluzione del movimento di Giussani in Comunione e Liberazione, dopo un accidentato percorso in cui sembrano essere prevalsi i fattori di discontinuità piuttosto che quelli di continuità. Non è una mancanza del libro, al contrario è un auspicio suscitato dalla presentazione dei risultati di questa importante ricerca.


Guido Pavini