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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Friuli, Trieste e l'Istria nel conflitto 1915-1918. Caporetto e l'invasione del Friuli. Grande Atlante storico-cronologico comparato

Girolamo C. Corbanese (con la collaborazione di Aldo Mansutti)

Udine, Del Bianco, pp. 449, euro 135,00 2003

Opera davvero curiosa, ma estremamente interessante, questo Atlante storico-cronologico comparato, esemplare di una serie di lavori dedicati al Friuli e alla Venezia Giulia durante la Prima Guerra mondiale. A prima vista, il volume (monumentale nella sua mole) sembra l'ennesimo atlante storico-geografico, opere solo talvolta di una certa utilità e normalmente solo per pochi appassionati cultori. In questo caso, tuttavia, la quantità di dati raccolti e la chiarezza non solo della cartografia ma anche delle tabelle riassuntive danno vita ad una preziosa sintesi di fonti e di notizie, non solo per coloro che alla guerra si avvicinano provenienti da interessi di storia militare nel superato significato dell'histoire bataille, ma anche per coloro che nel primo conflitto mondiale vedono un crocevia di eventi che caratterizzano la guerra contemporanea, dalla guerra ai civili alla militarizzazione della società, dalla mobilitazione industriale alla battaglia di logoramento. In effetti, poco più della metà dell'Atlante è dedicato all'illustrazione e alla rappresentazione cartografica delle operazioni militari fino a Caporetto, con la collazione e l'esposizione di dati non sempre accessibili al semplice appassionato (e talvolta nemmeno al ricercatore se non dopo lenti e faticosi regesti di fonti sparse). La parte sicuramente più interessante dell'opera, tuttavia, è sicuramente la seconda, dedicata all'Anno dell'invasione e a Le genti della Venezia Giulia nel turbine della guerra. Vengono presentati e raccolti qui preziose serie di cifre che restituiscono nitidamente il dramma della rottura traumatica rappresentata dall'invasione dopo Caporetto e dalla conseguente spaccatura della società veneta e friulana tra coloro che partirono per il profugato e i rimasti. In maniera schematica ed essenziale, ma chiara, vengono forniti i dati riassuntivi sull'esodo dei 130.000 civili sgomberati, sull'organizzazione amministrativa austro-tedesca, sulla sopravvivenza delle istituzioni locali nei territori occupati, sul razionamento e la penuria dei generi alimentari, sul lavoro coatto, sulla mortalità. La società friulana dell'invasione viene analizzata e fotografata nei suoi particolari, al di qua e al di là del fronte con estrema cura e chiarezza (particolarmente apprezzabili i dati riassuntivi sui danni materiali e in termini di vite umane subiti dalle città durante i bombardamenti aerei). Si tratta di un'operazione semplice, ma ben curata, dunque, che avrebbe potuto probabilmente riuscire meglio se l'autore non avesse deciso di dedicare fin troppo spazio a pagine (ad esempio sui proclami di guerra) che nulla aggiungono allo scopo informativo e didattico dell'Atlante.


Marco Mondini