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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Italia e il Consiglio d'Europa. Bibliografia 1949-1999, Saggio introduttivo di Andrea Chiti Batelli

Gisella Bochiccio, Rosanna De Longis, Fabrizio Dolci e Patrizia Rusciani (a cura di)

Carocci, Roma 2000

Il volume fa parte della collana "Fonti e ricerche" della Biblioteca di storia moderna e contemporanea di Roma e raccoglie la bibliografia italiana sul Consiglio d'Europa, del quale con questo lavoro si vuole offrire un contributo alla celebrazione del cinquantenario. La bibliografia è il frutto dello spoglio sistematico delle riviste e dei cataloghi della Biblioteca e raccoglie quasi 800 voci, prevalentemente articoli oltre ad alcune opere monografiche e alle pubblicazioni dello stesso Consiglio d'Europa in lingua italiana, ordinate cronologicamente per anno di pubblicazione. Se, in genere, le bibliografie ragionate sono uno strumento prezioso per gli studiosi, questa - molto accurata - esce in un momento di rinnovato interesse storiografico sull'attività del Consiglio d'Europa, della quale è in corso un'opera di recupero alla luce di sviluppi recenti della costruzione comunitaria come la stesura di una Costituzione europea. Pur essendo stato in qualche modo "ai margini" delle vicende istituzionali comunitarie, il Consiglio d'Europa ha in realtà svolto un ruolo di rilievo nella creazione di quell'Europa dell'opinione pubblica, dei diritti, della cultura e dell'istruzione sulla quale la storiografia non ha ancora sufficientemente riflettuto, ma che forse ha contribuito alla formazione di un "consenso" all'Europa più di quanto si sia finora ritenuto. Di certo, come mostrano le voci bibliografiche riguardanti i primissimi anni di vita di questo nuovo e anomalo organismo internazionale, il dibattito pubblicistico dell'epoca fu vivace e autorevole, mentre a mano a mano che la costruzione europea passava di competenza delle Comunità la discussione sulle attività del Consiglio d'Europa diventava prevalentemente di natura giuridica e veniva in pratica monopolizzata dalla dottrina sulla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Il volume, che è introdotto da un sintetico saggio di Andrea Chiti Batelli, sarebbe forse risultato più completo se arricchito da una breve nota bibliografica introduttiva con le principali (comunque poche) opere di sintesi esistenti sul Consiglio d'Europa in altre lingue, specialmente per quanto riguarda la storiografia francese. Completano il volume una cronologia, un elenco degli Stati membri con la data di adesione di ciascuno e un'appendice documentaria che comprende un articolo di Altiero Spinelli apparso su "Il Mondo" nell'estate del 1949 e due discorsi di De Gasperi e Spaak tenuti davanti all'Assemblea nel dicembre 1951.


Barbara Curli