SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Breve storia del Concilio Vaticano II

Giuseppe Alberigo

Bologna, il Mulino, pp. 201, euro 10,50 2005

Alberigo, per il rapporto che lo legava a Dossetti e Lercaro, è stato un testimone e uno degli ispiratori del rinnovamento del Concilio Vaticano II. È stato anche il coordinatore della Storia del Concilio Vaticano II (5 voll., Bologna, il Mulino, 1995-2001) tradotta in molte lingue, che si avvale di collaborazioni internazionali e di materiali di archivio di grande interesse. Infatti l'Istituto per le scienze religiose ha raccolto negli ultimi decenni numerosi fondi archivistici importanti, carteggi, diari, documenti dei protagonisti, tramite donazioni che permettono di integrare gli atti e i documenti relativi ai lavori conciliari raccolti nell'Archivio del Concilio, voluto da Paolo VI come distinto dall'Archivio segreto Vaticano. Valorizzando questa ricca documentazione sono stati editi anche numerosi studi sull'itinerario di elaborazione dei testi più rilevanti del dibattito conciliare. A quarant'anni dalla chiusura del Concilio, sul modello della Breve storia dei Concili di Hubert Jedin (Roma, Herder, 1960), Alberigo pubblica questo testo breve, che intende rivolgersi prevalentemente ai più giovani, che non hanno avuto ?la sorte appassionante? (p. 12) di vivere quella stagione, perché possano comprendere criticamente l'?attualità del suo significato?. Nella narrazione lo storico si incrocia con il protagonista che descrive anche quale rilievo abbia avuto nella sua vita personale questa ?avventura inattesa? (p. 7) della convocazione del Concilio. Il volume descrive, seguendo lo sviluppo cronologico, le fasi dei lavori conciliari dall'annuncio inatteso di Giovanni XXIII fino ai lavori delle tre sessioni dal 1962 al 1965. Un ultimo capitolo conclusivo di bilancio vuole evidenziare le novità prevalenti che gli permettono di indicare le prospettive aperte Per la giovinezza del cristianesimo. Infatti la convinzione che ispira questo lavoro, così come la più ampia Storia del Concilio Vaticano II, è che, pur nella complessità del suo svolgimento, si sia trattato di ?un evento che ? oltre e malgrado limiti e lacune ? ha reso attuale la speranza e l'ottimismo dell'Evangelo? (p. 12). Questo sarebbe stato il suo ?segreto? che ha suscitato un così vasto consenso, nonostante che alcune proposte come quelle relative alla Chiesa dei poveri, presentata da Lercaro nel 1962 o quella relativa a un organo episcopale centrale, che collaborasse stabilmente con funzioni collegiali di governo della Chiesa universale presentata dal patriarca Maximos IV, non siano state accolte. Alberigo pone poi il problema della ricezione del Concilio, evidenziando una ?dilagante burocratizzazione ecclesiastica (e laica) prodotta da un malinteso aggiornamento ma, in realtà, effetto di un appiattimento sulle istituzioni secolari? (p. 173). Il Concilio esigerà quindi un'assimilazione che richiederà un processo complesso e di lunga durata, ma ?il ripiegamento su se stesso [?] implicherebbe una delusione molto ampia che sciuperebbe [?] un'autentica occasione storica? (p. 176).


Bruna Bocchini Camaiani