SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Peronismo

Giuseppe Federico Benedini

Roma, Editori Riuniti, 338 pp., Euro 21,00 2007

Il dibattito internazionale degli ultimi anni su «populismi» e «neopopulismi», in Europa e in America latina, ha riattivato l'attenzione degli studiosi su una delle sue varianti più conosciute anche se ancora non sufficientemente approfondite e cioè sul peronismo. Tale termine designa il movimento politico, nato in Argentina negli anni '40 del secolo scorso, il cui leader carismatico fu il generale Juan Domingo Perón, presidente della Repubblica dal febbraio 1946 al giugno 1955 e poi ancora, dopo quasi diciotto anni di esilio, dal settembre 1973 sino alla sua morte, nel luglio 1974, in un clima segnato da violenti scontri sociali che sfoceranno nel colpo di stato militare del marzo 1976.Il volume di Benedini, prodotto della sua ricerca dottorale, si inserisce nel quadro del rinnovato interesse per il peronismo di cui analizza genesi e sviluppo. Ricordando le posizioni discordi degli studiosi a proposito dell'attribuzione della denominazione «peronismo» anche al sistema di idee a cui fanno riferimento i seguaci del movimento, l'a. esplicita nell'Introduzione le domande da cui muove il suo lavoro che sono essenzialmente quelle di verificare se esiste una «ideologia» compiutamente strutturata, in cosa essa consista, quanto abbia in comune con il fascismo italiano e quanto il suo fondamento emancipazionista e proto-terzomondista la rendano un fenomeno originale nel panorama della storia del pensiero politico.Il lavoro si organizza in tre parti a loro volta articolate in capitoli. Nella prima si ripercorre la storia argentina dalla costituzione del Vicereame del Rio de la Plata nel 1776 sino all'ottobre 1945, ossia sino alla vigilia dell'ascesa al potere di Perón del quale si offre una sintetica biografia. Nella seconda parte si ricostruiscono innanzitutto i rapporti tra Perón e il movimento dei lavoratori, i legami tra Chiesa, esercito, formazione della coalizione e del partito peronista. Si passa poi a descrivere le politiche economiche, sindacali e sociali del «Governo Nazional Popolare» e finalmente la caduta del generale nel settembre 1955. Nei due capitoli dell'ultima parte Benedini analizza quelli che definisce i concetti-cardine dell'ideologia peronista: «comunità organizzata»; «dottrina nazionale»; «tercera posición», le «venti verità» del peronismo.Il volume presenta alcuni limiti. È essenzialmente descrittivo, le domande da cui la ricerca è partita non trovano risposte, l'a. non riesce a focalizzare, nella vicenda peronista, nodi problematici rilevanti e quindi non si posiziona, nel dibattito storiografico sul tema, con una sua interpretazione chiara. Colpisce inoltre il fatto che Benedini non offra alcuna riflessione sul periodo successivo alla caduta di Perón, sul suo lungo esilio, sul rientro in patria e sul suo secondo governo dei primi anni '70 che avrebbe forse permesso di cogliere alcuni elementi di valutazione dell'evoluzione dell'ideologia peronista. La sua ricostruzione si interrompe bruscamente e senza alcuna giustificazione al 1955, mentre offre una lettura da manuale, piuttosto piatta e dubbia in quanto a periodizzazione, del contesto storico argentino precedente l'ascesa di Perón.


Maria Rosaria Stabili