SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Mussolini e il Generale. Pietro Gazzera, ministro della Guerra lungo le tragedie del Novecento

Giuseppe Novero

Soveria Mannelli, Rubbettino, 191 pp., Euro 14,00 2009

Il libro ripercorre la vita di Pietro Gazzera e le vicende che lo videro protagonista nel corso della prima metà del '900 da giovane capitano d'artiglieria fino a generale di brigata e direttore della Scuola di guerra di Torino nel 1926. Nel settembre del 1929, dopo essere stato nominato sottosegretario di Stato malgrado non fosse iscritto al Partito fascista, Mussolini lo nominò ministro della Guerra.Questa è la parte che l'a., grazie ai documenti provenienti dai principali archivi nazionali e in parte privati messigli a disposizione da Clarissa Gazzera, ha approfondito maggiormente. Emergono alcuni aspetti in parte inediti del rapporto tra il generale e Mussolini. Quello tra il generale e il duce fu di fatto un «rapporto formale», contraddistinto, nei circa quattro anni di reggenza del Dicastero, da divergenze e contrarietà. Come Novero sottolinea nel capitolo Il bastone e la carota, se da una parte Mussolini lo promuove a generale di Corpo d'armata, dall'altra, forse non fidandosi pienamente, gli impartisce ordini. Malgrado le pressioni esercitate dal duce, l'ostilità da parte di diversi gerarchi e lo stretto controllo dell'Ovra, Gazzera riuscirà a mantenere una certa autonomia e a tenere al riparo l'esercito dalla completa fascistizzazione. Nel 1933, il ministro della Guerra si era opposto alla politica militare di Mussolini di aggressione contro la Jugoslavia e aveva decisamente bocciato il suo progetto avventuroso di invasione della Francia. L'ostilità da parte dei vertici militari e del regime, ma soprattutto la necessità del duce di avere uomini più organici con il regime, costrinsero il generale a dimettersi da ministro. Più tardi, malgrado la nomina a senatore da parte del re, Mussolini decise di sbarazzarsi definitivamente del generale collocandolo «fuori quadro» dall'esercito. Solo nel dicembre 1937 riceverà un nuovo mandato, quello di collaborare con il governatore Italo Balbo per l'organizzazione delle truppe in Libia. Nell'agosto successivo fu nominato governatore del territorio dei Galla e Sidama, in Etiopia. L'esperienza coloniale durò pochi mesi. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, nel luglio del 1941, si arrese alle truppe belghe: affidato agli inglesi fu internato insieme ad altri ufficiali in un campo per prigionieri di guerra in India. Nel dicembre del 1942 fu trasferito negli Stati Uniti nel campo di Monticello nel Tennessee. Dopo l'8 settembre 1943 Gazzera fece parte di coloro che decisero di collaborare con gli Alleati e fu rimpatriato. Badoglio lo nominò alto commissario per i prigionieri di guerra. Nell'agosto del 1945 fu collocato a riposo. Prima però fu deferito alla Corte di giustizia per le sanzioni contro il fascismo. La Commissione centrale per l'epurazione riconobbe come il suo comportamento fosse stato corretto ed avesse sottratto l'esercito dalle ingerenze del Partito fascista. Il libro ci offre l'occasione di conoscere un personaggio, che possiamo definire un «onesto servitore della patria», del quale fino ad ora poco si sapeva.


Costantino Di Sante