SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Nazionalismo e identità collettive. I percorsi della transizione in Romania e nella Repubblica di Moldova

Gloria Pirzio Ammassari, Marina D'Amato, Arianna Montanari

Napoli, Liguori, pp. 178, euro 12,39 2001

La Moldavia ex-sovietica è attualmente il paese più povero d'Europa; e la Romania post-comunista si presenta come quello che più drammaticamente vive il passaggio da una economia di comando ad un sistema economico basato sul libero mercato. Donde l'interesse in noi suscitato da questo libro, scaturito dalle ricerche (anche in loco) di tre note studiose di sociologia. Ce lo siamo immediatamente procurato, l'abbiamo letto e? abbiamo rimpianto di averlo comprato. Debole, per non dire inconsistente, è infatti il saggio della D'Amato sui Mass media nella Repubblica di Moldavia, pp. 121-67; ed i contributi della Montanari (Un'isola di latinità nei Balcani: la Romania, pp. 3-73) e della Pirzio Ammassari (La Repubblica di Moldova: partiti e movimenti nell'attuale contesto economico e sociale, pp. 75-119) sono una rifrittura per niente originale (e spesso francamente discutibilissima) di parte della letteratura storica e politologica esistente. La Montanari, infatti, appare più che dipendente dalla bella sintesi storiografica della francese Catherine Durandin, ma stranamente mostra di ignorare le più recenti e fondamentali opere dell'americano Keith Hitchins. Dal canto suo, la Pirzio Ammassari ci offre considerazioni assai superficiali e non molto informate sulla vita politica ed economico-sociale dell'attuale Repubblica di Moldavia: sono pagine cui non avrebbe affatto nuociuto la lettura, per esempio, dello studio di Charles King, Post-soviet Moldova: a Borderland in Transition, Ias'i, 1997. Non si comprende, peraltro, perché la pur lacunosa bibliografia che completa il volume non indichi la traduzione italiana (Milano, 1971) del noto libro del sociologo americano Alvin Toffler sullo Choc del futuro, rimandando invece all'edizione romena del 1973; e neppure perché, della vasta letteratura su Robespierre, la Montanari menzioni (e utilizzi) soltanto la modesta e datatissima biografia divulgativa del Mazzucchelli.


Lauro Grassi