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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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I Colitti di Campobasso. Tipografi e editori tra ’800 e ’900

Michela D’Alessio, Massimo Gatta, Giorgio Palmieri, Antonio Santoriello

Milano, FrancoAngeli, 248 pp., € 30,00 2016

L’unificazione italiana fu un processo complesso che, una volta conclusosi, avviò delle importanti trasformazioni sul territorio nazionale. All’interno di questo fenomeno va sottolineata la nascita di un’innumerevole quantità di tipografie che cercarono di sfruttare la ventata di libertà portata dall’unificazione. Molte di queste aziende dovettero affrontare notevoli difficoltà tanto che, in molti casi, la loro sopravvivenza si rivelò effimera. Non fu questo il caso della Tipografia Colitti di Campobasso, la quale, nata nel 1865, affiancando alla produzione tipografica una cartoleria e in seguito l’attività editoriale, rimase attiva fino al 1950. Il volume, articolato in quattro saggi, ricostruisce nel dettaglio le vicende di questa azienda che rappresentò il vero e proprio punto di rifermento per l’industria tipografica in Molise fin dalla sua nascita. Il primo saggio è dedicato alle vicende che contraddistinsero l’azienda dagli anni postunitari fino al passaggio di secolo (Santoriello). In questi anni il successo dei fratelli Colitti fu legato, in una realtà come quella molisana con forti tassi di analfabetismo, soprattutto alla produzione di modulistica per la pubblica amministrazione, tanto da fare dei Colitti la principale industria grafica del Molise. Il secondo saggio prende in esame i rimanenti cinquanta anni di attività della tipografia (Palmieri). Si nota in questo periodo il tentativo dei Colitti di affiancare alla produzione tipografica anche l’attività editoriale che, sebbene conoscesse un certo successo negli anni precedenti il primo conflitto mondiale, non decollò mai del tutto. Questo non impedì alla tipografia molisana di stampare una notevole quantità di opere letterarie, storiche e scientifiche per uso scolastico, con una certa attenzione verso gli autori molisani (D’Alessio). L’ultimo saggio del volume è dedicato a una figura di assoluto rilievo della tipografia italiana e cioè Angelo Marinelli (Gatta). Sotto la direzione di Marinelli, dal 1915 al 1920, la tipografia conobbe un periodo di sviluppo tecnico che comportò un miglioramento tecnologico e la stampa di prodotti di notevole pregio grafico. Chiude il volume il catalogo completo dei titoli stampati dai Colitti, un elenco che ben documenta l’attività della tipografia molisana. La ricostruzione delle vicende della Tipografia Colitti di Campobasso rappresenta uno strumento utile per comprendere alcuni tratti della storia dell’editoria italiana a partire dall’Unità. Infatti, quella dei Colitti è la storia di una azienda nata sulla scia dei fenomeni culturali postunitari che, pur tra molte difficoltà, prima fra tutte quella di essere nata in un territorio marginale e poco attento alla produzione culturale come il Molise, seppe comunque affermarsi come l’azienda principale in regione cercando, con le innovazioni tecnologiche e grazie al contributo di Marinelli, di restare al passo con i tempi e di favorire lo sviluppo culturale del Molise.


Achille Conti