SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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I giardini delle muse. Il patrimonio culturale ed ambientale in Italia dalla Costituente all’Istituzione del Ministero (1946-1975)

Andrea Ragusa

Milano, FrancoAngeli, 480 pp., € 52,00 2014

Andrea Ragusa, storico dell’età contemporanea, è probabilmente uno dei primi a dedicare un’attenzione rigorosamente e storicamente strutturata al patrimonio culturale e ambientale del nostro paese. Pienamente condivisibile è il problema sollevato dall’a. relativo alla scarsità di attenzione nei riguardi della centralità acquisita dal patrimonio culturale nel dibattito politico e culturale del paese. Tale lacuna affiora nelle discipline più direttamente legate allo studio dell’arte e ancor più negli studi relativi alla questione dei beni culturali in sede storica, a fronte, invece, di un’enorme quantità di analisi prodotte in ambito giuridico ed economico. È per questo che plaudiamo al suo impegno di storico delle politiche e dei beni culturali, convinti, come siamo, della necessità per gli storici di dover riconquistare potere e autorevolezza in materia di scelte gestionali e di governance del patrimonio culturale che, prima ancora di essere tutelato, va studiato e conosciuto, passaggio sempre più spesso disatteso da certe operazioni di marketing. Il positivismo ha abituato il nostro sistema disciplinare a compartimenti stagni, determinando una difficoltà tutta italiana di superare la separazione tra una scienza storica, ancora fortemente influenzata dall’impostazione etico-politica del crocianesimo, e discipline che molto potrebbero offrire e prendere dalla storia alcuni degli strumenti metodologici e contenutistici. Difficoltà a cui questo libro risponde, superando la distanza tra la storia e le scienze sociali più proiettate verso l’analisi del presente, con una ricostruzione storica del dibattito culturale e dell’azione legislativa in tema di patrimonio culturale. Partendo dal concetto di bene culturale, così mutevole nel tempo, legato alle trasformazioni in corso a livello sociale, economico e politico e così profondamente immerso in esse da offrirne un’interessante rappresentazione, l’a. analizza la fase di ricostruzione italiana del secondo dopoguerra e attraverso l’ampio dibattito parlamentare e quello talora più generico, talaltra più specialistico, esercitato sulla stampa, ricostruisce la valorizzazione, sempre più consapevole, da parte di tutte le costituzioni europee, ma in particolare di quella italiana, del patrimonio culturale quale oggetto di un diritto fondamentale al godimento della bellezza e del sapere. A partire dai lavori dell’Assemblea costituente viene dunque ripercorso l’iter istituzionale delle politiche culturali e ambientali fino alla nascita, negli anni ’70, del Ministero per i beni culturali e ambientali, il cui coordinamento, condotto da Giovanni Spadolini, diventa il punto di arrivo di una storia molto più antica e cominciata sin dai primi dell’800. Lo studio è stato condotto su fonti a stampa e fonti istituzionali (atti parlamentari); il risultato è un volume di grande interesse e utilità e dal profondo valore simbolico e comunicativo: gli storici non possono e non devono sottrarsi al dibattito politico ed economico sul patrimonio culturale.


Rossella Del Prete