SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il ruolo del credito nell’economia italiana 1861- 2013

Silvana Bartoletto, Antonio Garofalo

Milano, Mondadori Università, 155 pp., € 14,00 2015

Sollecitati anche dalla recente crisi finanziaria a ripensare il rapporto tra ciclo finan- ziario e ciclo reale, nel quadro di un sistema economico sempre più globalizzato, gli aa. del volume – valido strumento di approfondimento del ruolo svolto dalle strutture creditizie nello sviluppo economico italiano – propongono un esame di lungo periodo del sistema finanziario, partendo dall’analisi delle recenti serie storiche pubblicate da Bankitalia e non trascurando il rapporto tra credito e debito pubblico. Coerentemente con questo obiettivo non mancano di prendere in esame – nel corso di cinque capitoli – la letteratura sul tema e gli studi che hanno evidenziato una relazione positiva tra sviluppo finanziario e sviluppo economico. Il libro si inserisce all’interno di un influente filone di lavori internazionali: ad esem- pio, i lavori di Robert G. King e Ross Levine (Finance and Growth: Schumpeter Might Be Right, 1993) – attenti a studiare il collegamento empirico dello sviluppo finanziario e della crescita economica e a verificare come gli indicatori del livello di sviluppo finanziario siano fortemente correlati con la crescita, il tasso di accumulazione di capitale fisico e i miglioramenti nell’efficienza dell’allocazione di capitale; o quelli di Peter L. Rousseau e Richard Sylla (Financial Systems, Economic Growth, and Globalization, 2003) secondo i quali – considerati i percorsi di paesi come Olanda, Gran Bretagna e Stati Uniti che han- no sviluppato presto un innovativo sistema finanziario e sono cresciuti più rapidamente, riuscendo ad attrarre capitale estero – la finanza influenza la crescita più enfaticamente nei primi stadi dello sviluppo economico ed esiste una robusta correlazione tra fattori finanziari e crescita economica. Si tratta di un filone di studi che ha in sostanza ribadito quanto già discusso da Joseph A. Schumpeter sulle istituzioni creditizie e finanziarie e cioè la loro peculiare capacità di raccogliere informazioni corrette sugli attori economici e diffonderle al resto del sistema economico mediante selezione delle migliori opportunità da finanziare. Il libro di Bartoletto e Garofalo, focalizzato sul ruolo svolto dal credito nello svi- luppo economico italiano, risulta pertanto molto interessante. L’Italia, infatti, costituisce un caso particolare dove il mercato di Borsa ha avuto una funzione comunque limitata, anche nei momenti di maggiore espansione, mentre la natura bank oriented della struttura finanziaria italiana rappresenta un dato di lungo periodo. Il loro puntuale lavoro non si è limitato all’analisi del rapporto tra crescita industriale e sviluppo – fattori essenziali per la crescita dei mercati finanziari – ma ha preso in esame anche l’effetto dei fattori istituzionali, strettamente legati alle principali riforme nella re- golamentazione del settore creditizio, consentendo di comprendere meglio la particolare gestione delle crisi finanziarie che, il più delle volte, hanno coinciso con le crisi bancarie, essendo il sistema italiano fortemente orientato agli intermediari creditizi.


Donatella Strangio