SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il vero sovrano dell’Italia. L’istruzione degli adulti nell’Italia dell’Ottocento

Giovanni Vigo

Bologna, il Mulino, 210 pp., € 20,00 2017

Giovanni Vigo è il riconosciuto maestro degli studi storici su istruzione e sviluppo, fin dal suo ormai classico volume Istruzione e sviluppo economico in Italia nel secolo 19 (Torino, Ilte, 1971), e anche sulla condizione socioeconomica dei maestri elementari, che non sempre sono stati tenuti ben presenti dalle ricerche successive, che hanno avuto una compressiva sistemazione in E. Pagano, G. Vigo, Maestri e professori: profili della professione docente tra Antico Regime e Restaurazione (Milano, Unicopli, 2012) Sulla scia dei seminali studi di Carlo Maria Cipolla, Literacy and development in the West (Harmondsworth, Penguin, 1969; ed. it., Istruzione e sviluppo. Il declino dell’analfabetismo nel mondo occidentale, Bologna, il Mulino 2002, traduzione di Franca Zennaro), Vigo, a sua volta, ha dato vita a una scuola di riconosciuti studiosi come, ad esempio, Maurizio Piseri (si veda, da ultimo, La scuola primaria nel Regno italico, Milano, FrancoAngeli, 2017), che hanno alimentato la sensibilità anche economico-statistica delle ricerche coordinate da Angelo Bianchi nei Prin Per un atlante storico dell’istruzione italiana (L’istruzione in Italia tra ’700 e ’800. Studi e carte storiche, a cura di A. Bianchi, Brescia, La Scuola, 2007; L’istruzione in Italia tra Sette e Ottocento. Da Milano a Napoli: casi regionali e tendenze nazionali, a cura di A. Bianchi, Brescia, La Scuola, 2012). L’oggetto di indagine è definito dall’utenza, gli adulti in scuole ad hoc, e non dalla tipologia istituzionale, scuola primaria o di altro tipo e dunque necessariamente comprende realtà con dimensioni e caratteristiche non poco diverse tra loro. Tali realtà rimangono solo in parte indagate e una trattazione del genere unisce caratteristiche di rassegna di sintesi storiografica e momenti di indagine diretta. La prima parte è dedicata agli Stati preunitari nei quali le svariate iniziative andavano incontro a utenze che oscillavano fra il totale analfabetismo e la frequenza più o meno efficace e regolare di asili e scuole sulle quali si innestavano iniziative più o meno professionalizzanti. La seconda parte, dedicata all’Italia liberale, descrive iniziative di sostegno all’istruzione elementare quali le scuole serali e festive e realtà peculiari, le scuole reggimentali e le scuole carcerarie. Entrambe le parti contengono anche dei riferimenti comparativi che beneficiano della larga fortuna internazionale delle intuizioni di Cipolla e presentano accenni, da sviluppare ulteriormente, ai modelli e alla loro circolazione transnazionale secondo un approccio che finora è stato praticato in Italia soprattutto dalla storiografia sulle università. Appare assai opportuno che il volume svolga un ruolo di promemoria per approfondimenti locali ben contestualizzati sia in senso geografico – una scuola serale è un pezzetto di una offerta formativa territoriale, così come della biografia di uno studente o di un docente –, sia in senso tematico – una scuola reggimentale è un pezzetto di una caserma –, sia ancora, infine, in senso associativo, giacché un corso per adulti è una parte di una sociabilità di tendenza di un qualche orientamento.


Angelo Gaudio