SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La Italia del Risorgimento y la España del sexenio democrático (1868-1874)

Isabel María Pascual Sastre

Madrid, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, pp. 543, s.i.p. 2002

Lo studio di Isabel María Pascual Sastre si inserisce in quel filone di studi ? aperto anni fa da Giorgio Spini, poi ripreso con proficui risultati da Marco Mugnaini ? che pone a confronto, o meglio ancora in relazione fra loro, due stati mediterranei in momenti chiave della loro storia: l'Italia del Risorgimento e del primo decennio post-unitario e la Spagna della ?Gloriosa rivoluzione? e del primo esperimento repubblicano. L'autrice ? che già in altri studi ha mostrato interesse per le forze della democrazia ottocentesca e i suoi uomini più rappresentativi ? apre la propria indagine con un'analisi delle relazioni diplomatiche tra i due paesi nel momento in cui la Spagna opera un forte cambiamento politico in coincidenza con la crisi del sistema isabelino e l'apertura verso monarchia costituzionale preludio alla prima, sia pur breve, esperienza repubblicana. In quella fase, afferma l'autrice, il nuovo regno italiano diviene un modello da imitare da parte della nascente democrazia spagnola, così come, nella prima metà dell'Ottocento, erano stati i liberali italiani a cercare ispirazione nella Spagna della Costituzione di Cadice. In questa prospettiva è molto interessante l'analisi che l'autrice fa dei gruppi politici di opposizione al regime isabelino, sia di coloro che ammirano la dinastia sabauda come forma concretizzata di monarchia democratica, sia di quanti pensavano ad una soluzione spagnola modellata su un federalismo repubblicano di stampo mazziniano: a tutti l'Italia e il processo politico che in essa si andava sviluppando servì da modello ispiratore. Isabel María Pascual Sastre focalizza la sua analisi, ampiamente sostenuta da fonti a stampa e da documenti d'archivio, sulle minoranze politiche e intellettuali, protagoniste dei processi culturali che contemporaneamente si andavano sviluppando in entrambi i paesi: la nascita in Italia di una allargata ?coscienza nazionale? e la formazione in Spagna di un ?movimento nazionale? liberato dai vincoli di sudditanza alla Chiesa e alla casa regnante. Pur non trascurando lo svolgersi degli eventi, il libro segue soprattutto il percorso politico-ideale degli uomini protagonisti di quella trasformazione: da Prim a Castelar, a Pi y Margall, a Mazzini, a Garibaldi, a Cialdini, a Menabrea, a Visconti Venosta. Questo collocare il pensiero politico spagnolo fuori dai confini nazionali permette infine all'autrice di mettere in discussione il preconcetto a lungo dominante di una Spagna isolata a livello internazionale, chiusa dentro la propria storia, il proprio passato, facendo emergere, invece, con forza le connessioni della Spagna liberale con l'Europa del suo tempo. Un'ampia bibliografia di testi e di fonti fa da corredo ad un libro già di per sé ricco di notizie e suggestive interpretazioni.


Fiorenza Tarozzi