SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Kos 1943-1948. La strage, la storia

Isabella Insolvibile

Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 300 pp., Euro 27,00 2010

Il volume di Isabella Insolvibile, giovane studiosa particolarmente attenta alla storia dei miliari italiani nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, è il risultato di uno studio condotto grazie a una borsa di studio biennale erogata dall'Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia. Questo lavoro ricostruisce per la prima volta le vicende dei soldati italiani nell'isola di Kos, nell'arcipelago del Dodecaneso.Si tratta di una delle tante stragi dimenticate dalla nostra storiografia, che, con l'eccezione di Cefalonia, solo da qualche anno si sta occupando della presenza militare italiana in Grecia e nei Balcani. Qui, il Regio esercito è, tra il 1941 e il 1943, forza di occupazione al pari dei reparti della Wehrmacht, mentre dopo l'8 settembre diventa vittima della reazione e della violenza tedesca. A Kos, infatti, dopo la resa furono uccisi dai tedeschi 96 ufficiali italiani.L'a. - compiendo un'approfondita analisi delle fonti italiane, inglesi e tedesche - ci porta alla scoperta di un episodio solo apparentemente di minore importanza, ma che si rivela invece di grandissimo interesse. Circa un mese dopo l'armistizio italiano, un migliaio di soldati tedeschi sbaraglia 4.000 italiani e 1.500 inglesi, rendendo militarmente vano uno dei pochi concreti e immediati esempi di cobelligeranza. Spicca il differente trattamento riservato, dopo la resa, alle forze britanniche e a quelle italiane. Nel primo caso il tutto avviene nel rispetto delle regole internazionali, mente nel secondo i militari vengono uccisi, deportati o costretti ai lavori forzati. Al di là della vicenda militare e della strage, ricostruite nel dettaglio, emerge un documentato quadro dei difficili rapporti italo-inglesi, ed anche una pluralità di comportamenti tra gli italiani presenti sull'isola.Sulle spiagge di Kos non maturano solo la sconfitta italiana, il crollo del Nuovo ordine mediterraneo (Rodogno, 2003) progettato dal regime fascista e la fine del dominio trentennale dell'Italia sull'arcipelago greco del Dodecaneso, ma si assiste anche ad uno degli episodi che contribuiscono alla definitiva archiviazione delle mai sopite mire geopolitiche di Churchill sull'area dell'Egeo e dei Balcani.Dal volume affiora, poi, l'inasprirsi della dominazione dell'Italia fascista su quei territori a partire dall'ultimo scorcio degli anni '30 che, assieme all'aggressione della Grecia alla fine del 1940, alimenta il riemergere del nazionalismo greco nelle isole. Ciò rende ancora più difficile la presenza italiana sull'isola, che diventa del tutto insostenibile con la fine delle ostilità e l'assegnazione alla Grecia del Dodecaneso. Questo esacerbarsi dei contrasti tra i diversi gruppi nazionali amplificato dalla guerra, a Kos come in tutto l'arcipelago, ha avuto come esito finale la definitiva scomparsa di quella civiltà «levantina» nella quale greci, turchi, italiani ed ebrei hanno convissuto per lungo tempo pacificamente.Una storia intricata, dunque, questa che Insolvibile ha ben ricostruito e reso comprensibile al lettore.


Mario De Prospo