SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia economica dell’ euro pa nel XX secolo,

Ivan T. Berend

prefazione di Gianni Toniolo, Milano, Bruno Mondadori, XVII-389 pp., euro 42,00 2008

L’a., uno storico economico ungherese emigrato negli Stati Uniti, si pone un obiettivo molto ambizioso. Si propone infatti di delineare la storia economica dell’ euro pa dall’Atlantico agli Urali allo stesso tempo e in uno dei secoli più movimentati, dal punto di vista politico ed economico, della storia millenaria del continente. Lo strumento analitico essenziale è il concetto di «sistema economico». Per quanto mai definito in termini formali, il concetto è abbastanza chiaro. Si tratta dell’insieme di norme legali e comportamenti pratici che caratterizzano l’intervento dello Stato, che evidentemente l’a. ritiene essere il fattore più importante nel determinare l’andamento dell’economia. Egli individua sei sistemi principali e dedica un capitolo a ciascuno di essi. Il primo e l’ultimo descrivono il sistema economico liberale, prevalente nei due periodi di globalizzazione nei primi quindici e negli ultimi venti anni del secolo XX. Il secondo capitolo analizza l’economia regolata creata dalla prima guerra mondiale e resa più rigida dalla grande depressione degli anni ’30 e dalla seconda guerra mondiale. Il terzo e quarto capitolo sono dedicati agli esperimenti di economia pianificata nei regimi fascisti (Italia e Germania negli anni ’30) e comunisti. Il quinto capitolo descrive il sistema misto del secondo dopoguerra. L’a. adotta un approccio narrativo molto tradizionale. Illustra le istituzioni tipiche di ciascun sistema e l’andamento delle principali variabili economiche e si sofferma sulle politiche adottate, aggiungendo una serie di schede su argomenti specifici, anche non strettamente economici (ad es. l’invenzione del radar e dei missili balistici).Il volume è una vera miniera di informazioni interessanti, soprattutto sulla storia economica dei paesi dell’ euro pa orientale nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, che l’a. conosce bene anche per esperienza diretta, essendo stato fra l’altro anche presidente dell’Accademia ungherese delle Scienze. Purtroppo, le informazioni sono presentate più o meno in ordine cronologico, con ampie digressioni (ad es. il capitolo quinto sull’economia mista). Manca un solido impianto teorico in grado di orientare il lettore non esperto. Berend fornisce parecchi dati sulla crescita di lungo periodo, ma li disperde in molte tabelle specifiche. Irisultati della ricerca storica economica più recente sono sistematicamente ignorati. In quattordici pagine di bibliografia viene citato un solo articolo sulle quattro principali riviste internazionali di storia economica degli ultimi dieci anni. Infine, manca un indice analitico, che sarebbe stato particolarmente utile per rintracciare le informazioni. Quindi il volume finisce per rivolgersi soprattutto agli specialisti alla ricerca di dati ed informazioni più che ad un pubblico ampio. In particolare, la sua struttura e la ricchezza delle informazioni lo rendono poco adatto all’uso didattico.


Giovanni Federico