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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'Europa del nuovo millennio. Storia del quinto ampliamento (1989-2007)

Lara Piccardo

Bologna, Clueb, 168 pp., Euro 13,50 2007

Muovendosi tra intento documentario ed esigenze di analisi storica, il volumetto ripercorre il cammino che ha condotto l'Unione Europea al «quinto ampliamento», con l'adesione nel 2004 di Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria e nel 2007 di Bulgaria e Romania. Si comprende facilmente, fin dall'enunciazione dell'oggetto d'indagine, la «singolarità» di quest'ultima estensione dell'integrazione europea rispetto ai precedenti quattro allargamenti del 1973, del 1981, del 1986 e del 1995 (occorre peraltro ricordare che a seguito del crollo del Muro di Berlino era stato stipulato il trattato sull'unificazione delle due Germanie dell'agosto 1990). L'a. si orienta con competenza nel percorso che sceglie per ricostruire in tre fasi l'itinerario compiuto, ben informata della documentazione ufficiale: partendo dalla fine della divisione bipolare del 1989, passa ad individuare i caratteri della nuova politica dell'allargamento del Consiglio europeo di Copenhagen del 1993, fondata intorno al rispetto dei criteri politici, economici e legislativi; infine, esamina la conclusione delle trattative di adesione, dopo il bivio imposto al Vertice di Laeken del 2001 e del Consiglio europeo del 2002, quando si operò la distinzione del gruppo dei dieci paesi pronti all'adesione in una prima fase dalla Bulgaria e dalla Romania (ma anche dalla Turchia).Lo studio dedicato a una problematica assai recente utilizza una letteratura prevalentemente politologica e le fonti informatiche utili alla narrazione. Se si eccettua qualche maggiore approfondimento su aspetti legati alla crisi del blocco sovietico (su cui emergono particolari conoscenze storiografiche) la sua lettura lascia, così, sospesi intorno alle questioni che pur suscita nel mettere a tema la «singolarità» dell'avvenimento. Si consideri innanzitutto la dinamica stessa di un allargamento che per la prima volta viene realizzato in due fasi, considerato come un fenomeno unitario per il suo punto d'avvio, seppur conclusosi in maniera differente da come si era inizialmente delineato nel tempo. Peraltro, di non minore rilievo sono certo le problematiche sollevate dalle singole adesioni di paesi assai differenti tra loro e, questione che domina tutte le altre, dal significato del «ritorno in Europa» (p. 15) degli Stati centro-orientali del continente. Talora, si ha la percezione che la rivendicazione dell'ampia visione inizialmente enunciata per affrontare l'argomento finisca gradualmente per ridimensionarsi in una prospettiva definita, non solo e non tanto da un approccio europeo occidentale, ma da un'esigenza di riordinamento delle iniziative avviate in ambito comunitario.


Andrea Ciampani