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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'agonia feudale e la scalata dei «galantuomini». Cagnano Varano: l'onciario, il murattiano, le questioni demaniali 1741-1915

Leonarda Crisetti Grimaldi

Foggia, Edizioni del Rosone, 2 voll., 175+222 pp., Euro 15,00+20,00 2007

In due tomi i quasi duecento anni della vita di Cagnano, Comune della provincia di Foggia collocato sul lago di Varano, sottoposto alla giurisdizione del regime del Tavoliere, sono ricostruiti attraverso alcune fonti classiche, tra le quali soprattutto i catasti (l'onciario e il murattiano), gli atti della Commissione feudale, le delibere comunali, le testimonianze dirette. In un territorio in cui oltre la metà dei fondi rustici è a carattere demaniale, grazie alle leggi francesi di eversione della feudalità, emergono alcuni protagonisti che gestiscono la terra anche in un'ottica privatistica: il barone duca Luigi Paolo Brancaccio, con la storia della sua famiglia e dei suoi possedimenti, il duca Zagaroli, proprietario della Difesa della Regia razza delle Giumenta, la Chiesa e singoli ecclesiastici.Nonostante che la descrizione sia talora più analitica che critica, come si evidenzia anche dal ridotto apparato bibliografico rispetto all'importanza dei temi trattati, la ricerca rappresenta un buon esempio di storia «locale». Apprezzabili l'apparato fotografico, i tentativi di resa cartografica sulla base delle attività prevalenti e delle abitazioni nella non facile convivenza della realtà agro-pastorale e di quella ittica, nonché dell'artigianato e dei servizi; certosina è la ricostruzione delle abitazioni, della composizione familiare di una popolazione più che raddoppiata, da 1.500 a 3.820 abitanti, tra '700 e inizio '800, delle forze economiche e dei settori produttivi, della configurazione e destinazione del territorio nel periodo indicato dal titolo.Il secondo tomo, dal 1814 al 1915, è concentrato sulle questioni demaniali e sulle collegate ribellioni per gli usi civici. Il demanio, universale, ecclesiastico ed ex feudale, con differenti destinazioni colturali e collocazioni geografiche, utilizzato anche dalla popolazione abruzzese, convive con terreni coltivati dai singoli, data la crescita della proprietà privata in seguito alle leggi del periodo francese a spese dei territori ex feudali ed ecclesiastici. I demani di Riseca, Parchi e Mezzane sono lo scenario conflittuale delle dinamiche sociali ed economiche innescate dai cambiamenti di inizio secolo XIX, con conseguenze di lunga durata; esse riguardano non solo le vertenze tra i Comuni di Cagnano e Carpino con i Brancaccio, oggetto delle delibere della Commissione feudale e dei consigli comunali, ma anche le conseguenze della cessazione del regime della Regia Dogana del Tavoliere con la creazione delle «riseche» (terreni da destinare a favore del Regio Fisco), fino alla configurazione di una classe dirigente più frutto di «scalate sociali» che della diffusa crescita complessiva.


Renata De Lorenzo