SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il Piano Marshall e la ricostruzione in Puglia (1947-52)

Loredana Pellé

Manduria (Ta), Lacaita, pp. 250, euro 15,00 2004

All'incirca dal 1980, la storiografia sul Piano Marshall, a lungo focalizzata sulle motivazioni statunitensi, si è sempre più occupata degli effetti nei paesi assistiti. Tra i nodi più controversi è l'uso degli aiuti americani. Mentre si è dimostrata la loro insostituibilità nel consolidamento di maggioranze anticomuniste, resta da chiarirne appieno gli effetti settoriali e territoriali. Nel Mezzogiorno, ad esempio, va studiato se gli orientamenti produttivistici statunitensi cercassero di incidere sugli squilibri strutturali o se favorissero la dipendenza dall'industria settentrionale e persino la creazione di reti clientelari. La scelta di un tema innovativo e complesso è il principale merito dell'autrice. Il volume è organizzato in sei capitoli, di cui il primo e il terzo ripercorrono questioni generali; il secondo, il più riuscito, riguarda il propagandistico ?treno dell'amicizia?, che arrivò a Napoli e a Bari. Il quarto descrive gli stanziamenti per il Mezzogiorno del cosiddetto Fondo lire, sulla base delle relazioni ufficiali del CIR. Gli ultimi due entrano nello specifico ed esaminano fonti inedite o poco considerate: il quinto si basa su relazioni prefettizie sull'ordine pubblico in Puglia nel 1945 (non attinenti al Piano Marshall) e su uno stimolante articolo coevo che confrontava la struttura occupazionale delle province pugliesi nel 1936 e nel 1949. Per entrambi si sarebbe dovuta verificare la situazione creatasi alla fine dell'ERP. Infine il sesto capitolo ripercorre gli articoli sul Piano Marshall e il Sud apparsi sulla «Gazzetta del Mezzogiorno» tra 1948 e 1951. Il titolo suscita aspettative eccessive. Sarebbe stato opportuno contenerne l'ambito della ricerca alla propaganda o alla ricostruzione analitica degli aiuti in qualche provincia. Solleva perplessità il trattamento delle fonti, assunte come neutrali al punto da trarne descrizioni troppo lunghe e riprenderne i giudizi spesso encomiastici. Data l'assenza di fonti primarie delle amministrazioni interessate (Archivio Centrale dello Stato, archivi statunitensi, archivi degli enti locali) e di riferimenti all'ampia letteratura sulle bonifiche e la Cassa per il Mezzogiorno (gli studi di Bevilacqua, D'Antone, Denitto, D'Attorre, ecc.), il saggio risulta un frutto ancora acerbo di una stagione storiografica appena iniziata. I numerosi rivoli del Fondo lire in Puglia, qui per la prima volta segnalati, non dicono nulla sulla loro efficacia (cimiteri e strade dovevano essere finanziati col Fondo lire?), in assenza di verifiche sulle realizzazioni e di confronti con la spesa ordinaria. Essi confermano la nota scarsità di risorse per gli investimenti industriali al Sud e l'ampiezza di quelle per lavori pubblici e bonifiche. Concordando con l'autrice che l'intreccio tra riforma agraria, Cassa per il Mezzogiorno e aiuti statunitensi producesse effetti rilevanti, che meritano oggi un ripensamento, il vero interrogativo (quali effetti?) è ancora aperto.


Carlo Spagnolo