SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Alleati competitivi. Origini e sviluppo della cooperazione spaziale fra Europa e Stati Uniti, 1957-1973

Lorenza Sebesta

Roma-Bari, Laterza, pp. 359, euro 30,00 2003

Lo studio di Lorenza Sebesta ricostruisce le origini e gli sviluppi della ricerca spaziale in Europa e negli Stati Uniti sottolineando le implicazioni politiche dei vari progetti susseguitisi dal 1957 al 1973, quando la logica della guerra fredda faceva sì che l'esplorazione dello spazio non fosse solo oggetto di interesse da parte della comunità scientifica, ma anche un obiettivo dalla forte valenza strategica e di prestigio. In una prima parte, il volume si sofferma sugli inizi della ricerca spaziale e in particolare sulle conseguenze dello shock provocato dal lancio del primo satellite sovietico, lo Sputnik, che nell'ottobre 1957 rovesciò completamente il presupposto strategico su cui si era basata fino a quel momento la difesa dell'Europa occidentale da parte degli Stati Uniti, vale a dire la schiacciante supremazia di Washington in campo tecnologico e nucleare. Da quel momento i problemi missilistici, scientifici e tecnologici acquisirono un'importanza cruciale nel sistema internazionale. Di particolare interesse è la ricostruzione dell'intreccio tra problemi strategici, ricerca missilistica, e integrazione europea negli anni tra il 1960 e il 1963: il Grand Design con cui Harold MacMillan mirava a portare il Regno Unito nella Comunità poggiava infatti anche su una possibile intesa anglo-francese nel campo della sicurezza, alla quale si collega la nascita dell'organizzazione (ELDO) che mirava a sviluppare il primo progetto di un lanciatore spaziale europeo. Nella seconda parte del volume viene messa a fuoco in particolare la crescente attenzione dedicata dalle élites dei paesi europei al divario tecnologico con gli Stati Uniti. Questo senso di inferiorità, acuito dalle preoccupazioni per la politica di distensione di vertice perseguita da Stati Uniti e URSS, spinse i governi europei a elaborare una propria politica spaziale anche in parziale contrasto con quella americana. Motivazioni di natura economica e strategica si intrecciarono così fino a rendere la cooperazione transatlantica in quest'ambito più difficile che in passato, anche se alcuni risultati furono, sia pure faticosamente, conseguiti, come la partecipazione europea al programma spaziale americano mediante la costruzione del laboratorio orbitante Spacelab. La nascita dell'ESA, l'agenzia spaziale europea concepita tra il 1973 e il 1975, avrebbe definitivamente sancito la volontà europea di dialogare con gli Stati Uniti su questo terreno da una posizione di partner credibile e capace di portare avanti progetti propri. Nell'analizzare come lo sviluppo della ricerca spaziale fosse influenzata dall'evoluzione del contesto strategico, il saggio si colloca all'intersezione tra la storia della scienza, la storia delle relazioni transatlantiche e quella dell'integrazione europea. Anche se talora può risultare difficile cogliere la rilevanza propriamente politica di problemi tecnici apparentemente molto lontani da quelli con cui la storiografia delle relazioni internazionali è abituata a confrontarsi, in questo volume Lorenza Sebesta offre delle interpretazioni interessanti, dimostrando come sia necessario ampliare sempre di più gli orizzonti della ricerca tradizionale.


Leopoldo Nuti