SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Dall'Alpenvorland a via Rasella. Storia dei reggimenti di polizia sudtirolesi (1943-1945)

Lorenzo Baratter

Trento, Publilux, pp. 128, euro 12,50 2003

L'attentato partigiano a via Rasella, che provocò la feroce rappresaglia tedesca nelle Fosse Ardeatine, è uno degli eventi più presenti nella memoria collettiva italiana. La conoscenza dei fatti è rimasta però diametralmente opposta alla conoscenza del fatto storico nel discorso pubblico. Ancora meno si sa sulla compagnia tedesca attaccata. In realtà si trattava della undicesima compagnia del III battaglione dell'Ordnungspolizeiregiment Bozen, uno dei quattro reggimenti che vennero formati in Alto Adige dall'ottobre 1943 in poi. In Dall'Alpenvorland a via Rasella, Lorenzo Baratter riassume lo stato della ricerca di lingua tedesca sulla compagnia colpita in via Rasella ? fin qui quasi ignorata in Italia ? e riporta alla luce la storia dimenticata degli uomini degli altri reggimenti sudtirolesi ? una storia tutt'altro che a binario unico. Il primo reggimento formato fu proprio il reggimento Bozen. Il Bozen fu formato prevalentemente da ?optanti? ? cioè quelli che optarono per la Germania nel 1939, e lasciarono la patria italiana per mantenere la loro cultura tedesca. La relazione con i loro superiori tedeschi non era facile e i superstiti della undicesima compagnia riferivano nel dopoguerra di umiliazioni subite da parte dei loro superiori tedeschi del Reich. Dopo l'addestramento la maggior parte del reggimento venne impiegato nella lotta antipartigiana nelle Alpi o nella penisola istriana. Nel contesto di queste operazioni di antiguerriglia, il secondo battaglione fu parzialmente implicato nel cosiddetto massacro della valle del Biois nel Cadore che costò la vita ad almeno 38 persone nell'agosto 1944. Gli uomini del terzo battaglione furono invece impiegati a Roma come guardie. Dato che una delle compagnie, l'undicesima, non era necessaria in quel momento, e non ? su questo insiste Baratter (p. 75) ? perché non l'avesse completato, essa continuò il suo addestramento. Come generalmente noto, i gruppi d'azione patriottica del PCI attaccarono la compagnia il 23 marzo 1943. Sulla base di alcune testimonianze fatte negli anni Settanta Baratter riferisce che i superstiti della undicesima compagnia avrebbero respinto l'offerta di partecipare alla rappresaglia che seguì l'attentato, adducendo la motivazione della loro fede (p. 86). Segnati dall'esperienza di via Rasella, trenta uomini del battaglione disertarono dopo la caduta di Roma e tornarono a casa. Il resto del battaglione venne trasferito in Val di Susa e ivi impiegato nella lotta antipartigiana come altri battaglioni e reggimenti. Una eccezione rappresenta il reggimento Brixen che, come risulta dalle testimonianze orali raccolte dall'autore, fu mandato a morire in Alta Slesia contro l'Armata Rossa, come punizione per aver rifiutato il giuramento a Hitler. L'opera di Baratter, che rivela l'entusiasmo del giovane storico, è arricchita con numerose foto dei diversi reggimenti sudtirolesi parzialmente inedite. Unico difetto del lavoro è un utilizzo troppo fiducioso delle fonti orali. L'incrocio delle stesse o ancora meglio con le fonti coeve (anche se scarse) avrebbe forse distrutto la linearità della storia raccontata, però ne avrebbe aumentato la scientificità.


Steffen Prauser