SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Cominciare con la Resistenza. Saggi di storici esordienti

Lorenzo Bertucelli, Valerio Romitelli (a cura di)

Roma, Carocci, 251 pp., euro 22,00 2006

È possibile contrastare una rilettura dell'antifascismo e della Resistenza che, anziché porsi in forma del tutto antagonista e conflittuale, cerca al contrario di normalizzare quei fenomeni all'interno di una storia pacificata e che ne indebolisce valori e tensioni? Come fare interagire la passione politica dei giovani con una storia, come quella della Resistenza, che rischia di rinviare unicamente alla dimensione razionale e universale dei sistemi, dei valori e dei partiti anziché alla passionalità come condizione della razionalità politica? Questi due interrogativi, di carattere generale ? espressi non a caso nell'introduzione di Bertucelli e nella postfazione di Romitelli ? costituiscono la cornice nella quale si inscrivono i saggi presentati nel volume, sintesi o rielaborazioni di parti di tesi di laurea discusse negli ultimi anni. In questi lavori si legge senza dubbio l'interesse e la genuina passione dei giovani storici, persino stupore di fronte alla scoperta di temi negletti (come la rappresentazione dei partigiani sulla scena teatrale o il ritorno dei sovietici in patria dopo essere stati partigiani in Italia) o che semplicemente possono essere riletti con uno spostamento interpretativo del punto di vista (è il caso della questione della politica partigiana o dell'intreccio di rapporti tra Alleati, partiti e partigiani nella «Repubblica di Montefiorino»). I curatori hanno scelto di dare conto di tre livelli di interessi: le questioni di governo, in particolare la svolta di Salerno e il governo Parri, analizzate soprattutto attraverso i percorsi storiografici; il peso della politica nella guerra, privilegiando però la prospettiva dei singoli e dei gruppi anziché quella dei partiti; la rappresentazione della Resistenza attraverso lo specchio della letteratura, del teatro e dei musei. Sono scelte del tutto congruenti con le tesi dei curatori e che probabilmente sono legate anche alla diversa qualità dei materiali da cui hanno dovuto selezionare i testi. Tuttavia, si risente della mancanza di un'introduzione capace di tenere insieme i diversi fili dei discorsi, delle analisi e delle interpretazioni, tanto più se si pensa che altri giovani potrebbero costituire una parte dei lettori del volume. Nello stesso tempo, se appare del tutto legittima la scelta di lavori quasi esclusivamente basati sulla letteratura riguardante i diversi argomenti, colpiscono i rarissimi riferimenti archivistici. Non mi pare secondario, proprio a sostegno delle preoccupazioni dei curatori, un ritorno critico, certo faticoso, alla ricca documentazione prodotta dagli uomini, dai gruppi e dai partiti che operarono nei venti mesi.


Bruno Maida