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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Nicola Zanichelli libraio tipografo editore (1843-1884), prefazione di Giorgio Montecchi

Loretta De Franceschi

Milano, Franco Angeli, pp. 477, euro 33,00 2004

Il volume ripercorre con dovizia di particolari quarant'anni dell'attività imprenditoriale, ma anche di militanza culturale e politica, di Nicola Zanichelli. Gli anni che vanno dal 1843 al 1884 (anno di morte del nostro) sono particolarmente significativi sia per l'arte tipografica che per le vicende civili e politiche che contrassegnarono questo arco temporale che vede il coronamento dell'unità nazionale e la costituzione del nuovo Stato unitario. Il giovane Zanichelli (era nato nel 1819) si affaccia nel mondo dei libri in un periodo che vive un profondo processo di trasformazione, con la fine dell'antico regime tipografico e la nascita della moderna industria libraria. Il suo percorso formativo è insieme graduale e chiaro, secondo un itinerario che accomunerà molti dei nuovi editori del secondo Ottocento. Apprendista presso le botteghe di un legatore prima e di un libraio poi, perviene nel 1843 all'acquisto in società di una propria libreria a Modena. Il clima di blanda vigilanza dell'autorità ducale consente a Zanichelli di svolgere un'attività tesa alla diffusione di opere proibite in un clima di fervore patriottico e risorgimentale. Nel 1859, con la fine del governo austro-estense, l'attività editoriale assume finalmente pregnanza e rilievo con la pubblicazione, secondo un tipico costume rivoluzionario che contraddistingue i periodi di mutamento di regime, dei Documenti riguardanti il governo degli Austro-Estensi in Modena dal 1814 al 1859 voluta da Luigi Carlo Farini. Tuttavia è solo dal 1862, con la gradualità che sempre caratterizza l'evoluzione imprenditoriale del nostro, che Zanichelli aprì un proprio stabilimento tipografico dotato dei più moderni macchinari. Le nuove dimensioni nazionali nelle quali doveva ormai muoversi indussero Zanichelli a trasferire la propria attività a Bologna (ma la tipografia rimase a Modena fino al 1883), con l'acquisto nel 1866 della centralissima libreria Marsigli e Rocchi, che ben presto divenne il punto di incontro dell'ambiente colto bolognese. La nascita di questo cenacolo di letterati, scienziati, giuristi, artisti, con Giosuè Carducci nel ruolo di mentore e figura rappresentativa dell'Ateneo bolognese, fece sì che Zanichelli, nella duplice veste di libraio ed editore, finisse per ricoprire nel ventennio postunitario un ruolo non secondario negli avvenimenti politici, civili e culturali vissuti a Bologna. Il complesso di questi avvenimenti, insieme alla trama di relazioni sociali e culturali che contraddistinse questo ambiente, viene ricostruito dall'autore con efficacia, attingendo alla ricca messe bibliografica e documentaria come pure alle innumeri informazioni (aneddotiche, memorialistiche) che nel tempo hanno alimentato un'ampia bibliografia. Il quadro che viene così ricomposto non è soltanto la storia editoriale di un protagonista, ma anche quella di un personaggio attraverso cui leggere il farsi nazione del nostro paese.


Luigi Ponziani