SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Il massacro. Guerra ai civili a Monte Sole

Luca Baldissara, Paolo Pezzino

Bologna, il Mulino, 613 pp., Euro 33,00 2009

Il nome di Marzabotto, insieme all'eccidio delle Fosse Ardeatine, si è consolidato nella memoria collettiva quale simbolo della violenza nazista perpetrata in Italia durante il periodo dell'occupazione tedesca. Un nome, quello della cittadina appenninica bolognese, che in realtà ha generato una sorta di «illusione prospettica, giacché rinvia ad una località di fatto investita solo marginalmente dagli avvenimenti» facendo scendere un persistente cono d'ombra su tutto il territorio circostante, quello di Monte Sole appunto, che tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 fu teatro di un'operazione militare, progettata e organizzata minuziosamente, diventando il «massacro di civili quantitativamente più rilevante e tra i più efferati attuato dai tedeschi nelle zone occupate dell'Europa centro-occidentale e meridionale» (p. 11).Il pregio del volume - e merito degli aa., i più autorevoli studiosi dello «stragismo» tedesco sul suolo italiano - è stato proprio quello di affrancarsi dalla rappresentazione statica dell'eccidio, alimentata dalla retorica ufficiale e dalla «liturgia commemorativa» che ormai aveva avvolto la vicenda di Marzabotto in una sorta di icona simbolica sottraendola, di conseguenza, alla verifica fattuale e alla rigorosa ricerca documentaria.L'interpretazione prevalente sul massacro, quella del «martirio» - sia in chiave laica quanto religiosa - per lungo tempo ha determinato una sorta di «sospensione» sulle cause, le dinamiche e la conoscenza dei «fatti»: ad iniziare dal numero delle vittime (circa 800 e non oltre 1.700 come ancora oggi indicato), la distribuzione geografica, lo svolgimento temporale, le modalità di esecuzione, e soprattutto, l'accertata volontà tedesca di predisporre un rastrellamento «eliminazionista» in grado di «bonificare» integralmente un territorio diventato strategico nel quadro del fronte militare meridionale.Giorno dopo giorno viene analizzato e descritto il percorso di morte, terrore e devastazione, punteggiato da un'impressionante sequenza di uccisioni e carneficine di civili inermi (per lo più donne, vecchi e bambini); un'azione, inoltre, priva di qualsiasi relazione con l'attività partigiana dell'area, come già si era verificato in precedenza per alcune stragi nel territorio toscano.Attingendo da un'imponente documentazione (soprattutto di natura giudiziaria) conservata in archivi italiani, tedeschi, britannici e statunitensi, il volume restituisce la complessità dell'operazione militare, ricostruendo il contesto ambientale, i principali protagonisti della vicenda, la catena degli ordini di comando, le responsabilità singole e collettive. Documentazione e racconto si intrecciano felicemente nelle pagine del robusto volume; una lettura sicuramente impegnativa che, dal punto di vista della ricerca e dell'interpretazione storiografica, sembra portare a delle conclusioni pressoché definitive, sebbene - ricordano ancora gli aa. - «una narrazione dei vari episodi che compongono l'insieme del ?massacro di Monte Sole" appare quasi impossibile» (p. 21). Si aggiunge così un'altra importante tessera che aiuta a comporre il terribile e spaventoso mosaico dell'indiscriminata «guerra ai civili» durante la seconda guerra mondiale.


Marco Borghi