SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Altre tracce sul sentiero per Auschwitz. Il genocidio dei Rom sotto il Terzo Reich

Luca Bravi

Roma, CISU, pp. XV-174, s.i.p. 2002

Sterminio degli ?zingari? (Porrajmos) e degli ebrei (Shoah) sono per Luca Bravi due facce della stessa medaglia: conseguenze dell'ideologia razziale che impregna i fascismi, e attraversa come un filo rosso le persecuzioni degli uni e degli altri; dalle leggi discriminatorie, all'internamento nei campi di concentramento e di lavoro coatto; dai ghetti, alle fucilazioni di massa delle Einsatzgruppen nei territori occupati dell'URSS dall'estate del 1941; dai campi di sterminio immediato (Che?mno, Be?zec, Sobibor, Treblinka) ad Auschwitz, nella cui sezione di Birkenau morirono circa un milione di ebrei e ventimila zingari, 13.614 dei quali per fame, 6.432 nelle camere a gas e 32 perché ?passati direttamente per le armi dopo aver tentato la fuga? (p. 19). Altre tracce sul sentiero per Auschwitz ? frutto di una tesi di laurea e di ricerche successive ? si articola in dodici capitoli; inizialmente viene preso in considerazione il Vernichtungslager di Birkenau (Auschwitz II), uno dei tre settori del campo slesiano dove dal 1943 gli zingari affiancano gli ebrei; successivamente l'indagine si allarga alle persecuzioni contro i due gruppi dal 1933. Secondo l'autore un'analisi per ?diffusione? che consentirebbe di cogliere una ?logica? unitaria, una ?razionalità? cogente che raggiunge il suo parossismo proprio ad Auschwitz, a cui è dedicata la terza parte. Pregio fondamentale dell'opera è il richiamare l'attenzione sul Porrajmos, quasi del tutto ignorato dalla storiografia italiana; limite maggiore ne è invece l'insistenza sulla ideologia razziale, che Bravi forza fino a scorgerla in ogni dove, facendola diventare preludio ineluttabile allo sterminio: ?gli eventi della Shoah e del Porrajmos non sono [...] indistinguibili, sono stati però mossi da una trama comune, espressione diretta di un'unica logica di morte spinta da ingranaggi identici per entrambi. E' proprio questa complementarietà di riferimenti a livello ideologico che porta il destino di Rom ed ebrei a concludersi necessariamente [corsivo mio] nelle camere a gas del lager di Auschwitz? (p. 137). Non si può non notare, infine, l'assenza di importanti riferimenti bibliografici, come gli studi di Michael Zimmermann, Rassenutopie und Genozid (1996) e di Günter Lewy, The Nazi Persecution of the Gypsies (2000); alcune sigle tedesche sono rese in modo errato: per es. Sicherheitspolizei (SIPO, Polizia di Sicurezza) diventa ?Polizia Segreta? (p. 54); non mancano, poi, errori fattuali come l'assunzione che le Einsatzgruppen fossero costituite da ?effettivi della SIPO? (p. 71), quando invece dalla SIPO-SD erano sì dipendenti, ma i loro membri provenivano soprattutto dalla ORPO (Polizia dell'Ordine) e secondariamente dalle Waffen SS.


Giovanna D'Amico