SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Le politiche dell'immigrazione in Italia dall'unità a oggi

Luca Einaudi

Roma-Bari, Laterza, XIV-433 pp., Euro 28,00 2007

Storico ed economista, ma soprattutto addetto ai lavori in quanto coordinatore delle politiche dell'immigrazione presso la Presidenza del Consiglio, Luca Einaudi affronta in questo volume un tema di grande importanza e attualità quale quello delle politiche pubbliche relative ad un fenomeno, quello migratorio, con il quale l'Italia, per decenni paesi di emigrazione, si è scoperta a fare i conti in maniera consapevole solo a partire dalla fine degli anni '80.In cinque capitoli, corredati di appendice statistica, cronologia dei provvedimenti legislativi e indice dei nomi, Einaudi illustra il cambiamento della posizione dell'Italia nel sistema migratorio internazionale, la presa di coscienza del problema da parte della sua classe dirigente e le politiche, caratterizzate da una sostanziale mancanza di un «disegno [...] complessiv[o]» (p. 101), adottate a partire dalla seconda metà degli anni '60 e fino alla Bossi-Fini del 2002. Un primo elemento interessante che emerge dal lavoro di Einaudi è quello della periodizzazione dell'immigrazione. Sulla base di una rilettura dei numeri, Einaudi infatti retrodata agli anni '60 gli inizi dei flussi diretti verso l'Italia correlando così il fenomeno al boom economico e all'aumento del PIL procapite e non invece, come altri in precedenza hanno fatto, alla chiusura delle frontiere britanniche, tedesche e francesi avviata negli anni '70. È lo sviluppo, e l'analisi evidentemente non è nuova ma è importante ribadirlo, e non la crisi ad agire come fattore di attrazione.Ad un primo capitolo dal titolo Quando gli stranieri non erano immigrati (1861-1961) in cui si offre una carrellata frettolosa e confusa (imprenditori, mercanti e banchieri tedeschi o svizzeri sono messi insieme a nomadi, minoranze di confine, ebrei, ecc.), basata su una letteratura in gran parte invecchiata nel quale l'a. dimostra di non essere al corrente di molte ricerche sul tema delle migrazioni d'élite apparse negli ultimi anni, ne seguono altri quattro più corposi (sia per dati che per letteratura citata) dedicati all'ultimo quarantennio. In questi l'a. individua quattro fasi nell'attenzione verso il fenomeno: quella dell'Immigrazione senza politica (1961-1989), quella della Politicizzazione dell'immigrazione (1989-1996), quella della ricerca di un'immigrazione normale (1996-2001) e infine quella delle politiche del centrodestra (2001-2006), che vengono seguite attraverso i dibattiti parlamentari, i giornali, la letteratura sociologica ed economica.Dal testo emergono le opinioni dei partiti e dei loro esponenti, la genesi dei provvedimenti, il problema dell'immigrazione clandestina, le sanatorie, mentre rimangono più in ombra la costruzione del discorso pubblico sull'immigrazione, il razzismo, la scelta del modello di integrazione. Su tutto però si staglia chiara la consapevolezza, enunciata nelle conclusioni, che l'Italia, soprattutto a causa delle sue tendenze demografiche, dell'immigrazione non possa fare a meno e che si debba impegnare a governarla tenendo aperti sia i canali all'ingresso di lavoratori medium and highly skilled che a quelli unskilled (p. 396), lavorando su politiche che facilitino l'integrazione a partire da quelle sulle naturalizzazioni (p. 402).


Daniela Luigia Caglioti