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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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1866-1918. Soldati e fortezze tra Asiago ed il Grappa. Storia ed immagini dello ?sbarramento Brenta-Cismon? dal Risorgimento alla Prima Guerra Mondiale

Luca Girotto

Introduzione di Paolo Pozzato, Valdagno, Rossato, pp. 373, euro 22,00 2002

Curiosa sorte quella dei forti italiani e austriaci che dominano le montagne venete. Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo la loro costruzione costituì una delle maggiori preoccupazioni politiche (e finanziarie) dei due paesi: sollevò infinite discussioni sulla loro inutilità, costituì una delle grandi occasioni di ?lavoro pubblico? dell'età liberale, per il reclutamento della manodopera necessaria. Eppure, di molti di questi giganti di pietra e calcestruzzo, che nel maggio del '15 erano armati con i più micidiali ritrovati della tecnica bellica, ben pochi oggi si ricordano. Di una certa fama hanno goduto negli ultimi anni i forti austriaci, la cosiddetta ?cintura corazzata degli Altipiani? voluta dal feldmaresciallo von Hötzendorf, un italofobo convinto che (sembra) dopo il terrificante terremoto di Messina si era presentato a Francesco Giuseppe per convincerlo ad attaccare l'?alleata? Italia prostrata dal disastro. L'epopea dei forti degli Altipiani, queste poderose opere ancora visibili a chi percorra i sentieri di Vezzena, Lavarone e Folgaria, è stata resa celebre dalle pagine di Fritz Weber e, in anni più vicini a noi, dai lavori di Mattalia e Pieropan, che hanno trasformato i loro resti nelle tappe di un percorso della memoria bellica e ? ad un tempo ? in una piacevole meta per un turismo ?storico?. Delle opere italiane che costituivano la ?Fortezze Brenta Cismon?, invece, si è persa progressivamente la memoria. Luca Girotto ha posto finalmente rimedio a questa lacuna con un'opera che è, ad un tempo, sintesi originale e ricostruzione tecnica curata, ricerca di archivio approfondita e lettura piacevole. Soldati e fortezze sarebbe, anche solo per questo, un libro da consigliare, non solo agli appassionati di Grande Guerra, ma a tutti coloro che vogliono riscoprire, attraverso una guida esperta, i segni della storia sul territorio. Ma fa piacere scoprire, nelle sue pagine, una qualità che spesso manca nei saggi di storia locale e, in particolar modo, nei lavori di storia della Grande Guerra: l'equilibrio. L'equilibrio tra erudizione e fonte narrativa, tra dettaglio e visione d'insieme, tra passato prossimo e medio periodo. Solo il fatto che la ricostruzione della politica militare italiana parta dall'età liberale e sia suffragata da una bibliografia più che rispettabile, pone Soldati e fortezze ben al di sopra della massa degli studi ?alpini? sulla prima guerra mondiale. A ciò si deve aggiungere un apprezzabile capacità narrativa: Girotto è ben lontano dall'essere uno scrittore pedante, a testimonianza che l'essere un appassionato e non un accademico non è una ragione sufficiente per il non saper scrivere e raccontare. A differenza di molti suoi ?colleghi? (le virgolette non sono casuali) che affollano gli scaffali delle librerie, Luca Girotto è riuscito a trasmettere con questo lavoro la passione e l'amore per una terra e per il suo passato. Non possiamo che essere d'accordo con Paolo Pozzato che, nell'Introduzione al volume, si augura che l'autore non smetta di "raccontare e regalarci ancora pagine come queste".


Marco Mondini