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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Storia dei GUF. Organizzazione, politica e miti della gioventù universitaria fascista 1919-1943

Luca La Rovere

Torino, Bollati Boringhieri, pp. XXXVIII-409, euro 34,00 2003

?La tesi che il presente lavoro si propone di illustrare è che la vicenda della gioventù universitaria negli anni del regime rappresenta la prova dell'efficacia, almeno parziale, dell'azione intrapresa dal Partito nel formare una ?seconda generazione' integralmente fascista? (p. 9). Mi pare che l'autore riesca con capacità e perseveranza a sostenere questa tesi in una narrazione estesa e ricca che ripercorre la storia del movimento universitario fascista nelle sue due fasi. La prima fase per l'appunto movimentista, e in molti atenei ancora minoritaria, di gruppi studenteschi che diedero vita alle avanguardie e poi alla Federazione nazionale universitaria; e una seconda fase corrispondente, dopo la neutralizzazione di ogni alternativa interna ed esterna, ultima l'Azione Cattolica nell'anno chiave 1931, al controllo da parte del Partito degli studenti universitari. Negli anni '30 i GUF furono messi al servizio dello Stato totalitario per l'organizzazione del consenso tra le élites studentesche liceali e universitarie, per la creazione tra queste fila di una cultura fascista attraverso l'agonismo intellettuale dei Littoriali della cultura e dell'arte, e per la formazione di una nuova classe dirigente alla quale il regime avrebbe fatto ampiamente ricorso al momento della sua crisi, dal 1941, e del suo ultimo tentativo di rigenerazione con la RSI. Chi come qui scrive si occupa sia di storia del fascismo che di storia dei giovani e delle generazioni non ha potuto che accogliere con grande interesse e persino con entusiasmo l'uscita di questo libro che non solo è una prima ricostruzione storica completa dei GUF ma anche rappresenta, perché lavoro basato su fonti archivistiche e sulla pubblicistica del tempo, un superamento delle tesi ?frondista?, dell'afascismo, dell'antifascismo inconsapevole, e persino dell'entrismo di giovani antifascisti nelle fila fasciste (suggerito dalle tesi del 1935 di Togliatti) che hanno accompagnato dal dopoguerra la storia dei GUF, facendo accettare anche a studiosi accorti, ma che dei GUF avevano studiato solo alcuni aspetti, o una sede accademica locale, o il modernismo espressivo dei Littoriali, un ?mito storiografico? (come lo stesso La Rovere lo definisce), cioè che l'esperienza di pochi, che di fatto avevano compiuto quel ?lungo viaggio? che attraverso il fascismo li avrebbe portati negli anni resistenziali all'antifascismo, fosse divenuta un'esperienza di molti militanti universitari, e quindi un'assoluzione generalizzata ?dal peccato originale? del fascismo, al quale invece le giovani generazioni, in particolare dei ceti medi, aderirono con entusiasmo e nella convinzione di prepararsi a divenire nuova classe dirigente del paese e del regime. In questi casi, un plauso va anche alla casa editrice che ha creduto nella pubblicazione di opere storiche importanti e impegnative, scommettendo soprattutto su giovani alla prima monografia, come in questo caso. Speriamo che la Bollati Boringhieri, dopo la dolorosa scomparsa per tutti noi di Alfredo Salsano, promotore e anima della collana, continui l'importante impresa di promozione.


Patrizia Dogliani