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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Liberalismo, Nazionalismo, Fascismo. Stato e mercato, corporativismo e liberismo, nel pensiero economico del nazionalismo italiano (1900-1923)

Luca Michelini (a cura di)

M&B Publishing, Milano 1999

Luca Michelini propone con questa antologia una rilettura di alcuni testi fondamentali del dibattito economico intorno alla prima guerra mondiale. Attraverso una serie di scritti, saggiamente limitata a dieci, pubblicati tra il 1911 ed il 1923, di Luigi Amoroso, Gino Arias, Enrico Barone, Filippo Carli, Maffeo Pantaleoni e Alfredo Rocco, emerge un dibattito di economia politica all'interno del quale le divisioni tradizionali e le categorie nette, di testo in testo, sembrano sfumare sempre di più. La notevole convergenza tra "l'economia ortodossa" liberista e quella corporativista nazionalista che si manifesta per esempio nelle prese di posizione di un economista come Maffeo Pantaleoni, è infatti la tesi e il tema principale del denso saggio introduttivo del curatore. L'analisi dettagliata non solo dello spostamento a destra da parte di un numero consistente di economisti ortodossi, ma anche delle radici ortodosse del pensiero economico corporativista rappresenta il pregio del saggio di Michelini. Nonostante la materia assai ostica egli riesce a guidare il lettore con chiarezza attraverso un percorso teorico difficilmente accessibile per un non-economista. Le considerazioni sul rapporto tra nazionalismo e liberismo tra il 1900 e il 1914 sembrano però aggiunte all'argomentazione principale quasi come fra parentesi e a modo d'appendice: a parte il fatto che nessun testo sul nesso tra nazionalismo e liberismo prima del 1911 è incluso nella raccolta, l'a. avrebbe dovuto dedicarsi di più agli aspetti strettamente politici ed interessarsi anche delle altre possibili - e di fatto esistite - conseguenze politiche del liberismo. Rimane così uno studio approfondito e documentato di un aspetto fondamentale e poco conosciuto del pensiero economico politico del primo dopoguerra che però lascia in disparte, tra l'altro, le correnti liberal-democratiche del liberismo e l'approccio politico pluralista derivante da esse.


Johannes Müller