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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Tra identità e integrazione. La Lombardia nella macroregione alpina dello sviluppo economico europeo (secoli XVII-XX)

Luca Mocarelli (a cura di)

Milano, Franco Angeli, pp. 310, euro 22,00 2002

Il volume, che raccoglie gli atti del convegno svoltosi a Milano nel 1999, si pone nella tradizione degli studi storici sulla protoindustrializzazione e sull'economia regionale che ha avuto in Franklin Mendels e Sidney Pollard i suoi più autorevoli esponenti e nel superamento dell'approccio nation-wide allo sviluppo il suo tratto caratterizzante. Si compone di tredici saggi, di diverso spessore tematico e concettuale, variamente collegati al tema di fondo, quello della integrazione economica della regione lombarda nella più ampia macroregione alpina ? ovvero uno spazio che coinvolge due vaste aree situate su entrambi i versanti della Alpi. Nel saggio introduttivo Ulrich Pfister mette in luce come la macroregione si sia andata integrando fra ?600 e ?900 non solo come mercato dei consumatori, ma anche come mercato per le materie prime e per i semilavorati, innescando un processo di specializzazione produttiva, ovvero di divisione del lavoro in senso smithiano fra le diverse sottoregioni, spesso in competizione fra loro. All'interno di questo spazio, la Lombardia, favorita dalla sua felice posizione geografica e dalla varietà delle risorse disponibili, ha svolto il ruolo di area forte, cioè di motore della crescita, grazie ai consistenti flussi commerciali e di capitale umano che seppe attivare. Ma, come nota nel suo bel saggio Aldo Carera, la Lombardia seppe anche trarre vantaggio da ?affluenze alpine?, provenienti soprattutto dall'area elvetica: esse furono tanto materiali (commercio dei grani e dei bovini), quanto immateriali (abilità e conoscenze), ma comunque sempre abilmente filtrate e selezionate in modo da garantirne la massima omogeneità ed efficienza. I contributi di Patrizia Audenino e Guglielmo Scaramellini hanno invece un taglio più generale: storiografico il primo, volto ad illustrare perché la mobilità (i flussi migratori) degli uomini nella società alpina venga ormai considerata soprattutto come fattore storico di integrazione socio-economica e non come esclusivo sintomo di crisi; metodologico e teorico il secondo, che approfondisce i concetti di integrazione territoriale e di regione geografica ed analizza i processi di composizione e scomposizione regionale, valutandone la possibile applicazione all'area alpina. Un approccio problematico caratterizza anche il saggio di Roberto Romano che, evidenziando le molteplici valenze attribuibili al concetto di ?regione di frontiera?, consente all'autore di andare oltre la tradizionale interpretazione che vede nella costituzione della confederazione elvetica nel 1848 e nella conseguente creazione di una ?frontiera-barriera?, il fattore decisivo dell'isolamento (e quindi dell'arretratezza) del Canton Ticino dalla ricca Lombardia. Gli altri saggi che compongono la raccolta affrontano temi di carattere locale e di respiro più limitato, ma documentano comunque in modo efficace la presenza di mercanti e imprenditori lombardi in aree alpine più periferiche. Purtroppo nella quasi totalità essi si riferiscono ai secoli dell'età moderna, sicché le complesse dinamiche interne alle aree sovraregionali, evidenziate dall'economia regionale negli ultimi decenni, sono appena evocate.


Pierangelo M. Toninelli