SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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La grande regione del Caspio. Percorsi storici e prospettive geopolitiche

Luca Zarrilli (a cura di)

Milano, Franco Angeli, pp. 224, euro 22,50 2004

Con la fine della guerra fredda e l'implosione dell'URSS del 1991, la regione gravitante attorno al Mar Caspio si è riproposta all'attenzione degli studiosi e degli analisti internazionali per una pluralità di motivazioni. Vi erano innanzitutto le preoccupazioni per la sua stabilità geopolitica, scossa da tensioni inter- e infraetniche, conflitti fra diverse repubbliche ex sovietiche (come nel caso di Armenia e Azerbaigian), riposizionamento dei governi neoindipendenti sulla scena internazionale. Vi era poi il forte interesse occidentale per i giacimenti di idrocarburi di cui la regione è ricca, che si intersecava a quello dei paesi limitrofi, che aspiravano a divenire le vie di transito per l'esportazione del gas naturale e del petrolio del Caspio verso i mercati internazionali. Vi erano inoltre le diverse strategie politiche di Stati Uniti e Russia, che volevano i primi imporre, la seconda mantenere una qualche forma di controllo sulla regione. Infine, la diffusione di movimenti legati all'islamismo radicale acuivano le preoccupazioni e le tensioni interne. L'interessante libro curato da Luca Zarrilli si propone di indagare la ?grande regione del Caspio? ? che riprende la nota definizione anglosassone di Greater Caspian Region ? definendola come quella macroarea che include non solo i paesi rivieraschi (Azerbaigian, Kazakistan, Turkmenistan, Iran e Russia), ma anche le altre repubbliche del Caucaso (Armenia e Georgia) e dell'Asia centrale (Kirghisia, Tagikistan e Uzbekistan), oltre che l'Afghanistan (la cui effettiva associabilità a questa regione, in verità, rimane opinabile). Il curatore ha scelto di aggregare degli approcci metodologici eterogenei, per quanto complementari, come quelli storico, geografico e geopolitico, lasciando che fossero le tematiche sopra ricordate a rappresentare, per così dire, lo sfondo comune, il filo rosso che lega i diversi contributi del volume. Si è evitata la trappola in cui sono caduti certi lavori collettanei che ? nell'affrontare lo studio delle regioni postsovietiche ? hanno optato per dedicare didascalicamente un capitolo ad ogni singola repubblica, forse a vantaggio della facilità di consultazione, ma rendendo spesso meno agevole il comprendere l'importanza e il peso di certe dinamiche comuni ai diversi Stati. Nel presente volume, invece, accanto a capitoli dedicati a singoli paesi, come quello sulla Russia di A. Ferrari, quello sull'Armenia dello stesso Zarrilli, quello sull'Azerbaigian di F. Pollice, quello sull'Iran di V. Russo, quello sulla geopolitica della Turchia di I. Iozzolino e quello su La questione afgana di D. Abenante, si trovano dei capitoli su Le migrazioni postmoderne nell'Asia centrale e nel Caucaso indipendenti (scritto da C. Conti) e quello di I. Jelen su società e Stato nell'Asia centrale postsovietica. Il risultato è quello di un utile e agevole manuale di riferimento per comprendere le principali questioni storico-politiche e geoeconomiche che caratterizzano la storia presente della regione caucasico-centroasiatica.


Riccardo Redaelli