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Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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L'epistolario Cremona-Genocchi (1860-1886). La costituzione di una nuova figura di matematico nell'Italia unificata

Luciano Carbone, Romano Gatto, Franco Palladino (a cura di)

Archivio della corrispondenza degli scienziati italiani, 15, Firenze, Leo S. Ols 2001

È una fonte molto utile per chi si interessa alla questione universitaria nei primi decenni dello Stato unitario, o si occupa di altri aspetti dell'organizzazione degli intellettuali nello stesso periodo. Il carteggio, proveniente da fondi diversi, restituisce in primo luogo con efficacia il carattere di Luigi Cremona, e la levatura di uno scienziato aperto al dibattito internazionale e ammiratore della scienza e delle università tedesche. Ma offre anche un vivido spaccato della situazione di provvisorietà e confusione nella quale si trovarono ad operare Cremona e altri giovani cattedratici suoi amici (in particolare Brioschi, molto presente nelle lettere). Una situazione che in un primo momento favorì osservazioni e proposte, e che in seguito costituì piuttosto la cornice di un disincantato impegno professionale. Così, si succedono il Cremona giovane aspirante ad una cattedra (in ciò sostenuto dal più maturo Genocchi); il professore di Bologna, insofferente dei residui di vecchie tradizioni (?Ho trovato qui cose stranissime? , p. 51), che segue con trepidazione il progresso dei progetti di riforma di Matteucci; il professore del nuovo Politecnico di Milano; il celebre docente chiamato ad illustrare la facoltà matematica dell'Università di Roma. Nelle lettere scritte all'anziano mentore Angelo Genocchi ? la cui fortuna e la cui salute stavano rapidamente declinando ? si ritrovano le riflessioni e i giudizi di Cremona su tanti episodi della vita accademica: lo sdegno di fronte all'allontanamento di un docente per rifiuto di giuramento; il senso di frustrazione causato dal lassismo con cui a Bologna si dispensano esami e titoli; l'energia con cui perora la causa della libertà di insegnamento e quella della sprovincializzazione della scienza italiana. Si trovano anche spunti interessanti relativi ad altri luoghi di aggregazione, molto importanti per gli scienziati formatisi prima dell'Unità: le accademie (centrale per Cremona la necessità di fare della Società dei XL una sorta di ?Direttorio? della scienza italiana), e le riviste specialistiche, per le quali era urgente l'individuazione di nuove strategie per raggiungere un pubblico più vasto, ormai nazionale. Di contro, nella seconda parte, si trova uno scienziato, Genocchi, che stenta ad adeguarsi alle nuove aperture e aspettative della scienza italiana; un personaggio in declino, come si è detto, rispetto al quale Cremona non risparmia le critiche, ma verso il quale mostra sempre il rispetto e l'affetto di antico discepolo e protetto. Il carteggio è preceduto da un'ampia Introduzione, ed è corredato di un accurato apparato critico, ricco di informazioni sugli scienziati menzionati nelle lettere. Il volume si chiude con una bibliografia riguardante tutti i campi di interesse (storia dell'università, storia della scienza, ecc.) che questo carteggio attraversa.


Maria Pia Casalena