SISSCO

Società italiana per lo studio della storia contemporanea

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Franchismo. Sui caratteri del fascismo spagnolo

Luciano Casali

Bologna, Clueb, pp. 350, euro 20,00 2005

Studioso del fascismo italiano e spagnolo, Luciano Casali ripropone, con abbondanti integrazioni, in forma di utile sintesi corredata di una nutrita appendice documentaria, quanto aveva avuto modo di esporre e presentare nel precedente Fascismi. Partito, società e Stato nei documenti del fascismo, del nazionalsocialismo e del franchismo (1995) e in un successivo studio dedicato al massimo esponente del fascismo spagnolo sul piano teorico, Ramiro Ledesma Ramos (2002). Come avverte l'autore nelle prime pagine, non si tratta di una storia generale della Spagna franchista e neppure di una biografia del suo eroe eponimo, quanto del tentativo di delineare gli ?elementi che hanno caratterizzato il regime e la funzione di Franco nella costruzione di un sistema politico che resse per quasi quaranta anni? (p. 17) perpetrando la netta divisione tra vincitori e vinti. Casali si colloca in quella corrente storiografica che interpreta l'esperienza franchista nel novero dei fascismi a partire da un ?modello mobile? di fascismo, costruito secondo le caratteristiche e le esigenze dei singoli paesi colpiti dalla crisi della società liberale tradizionale all'avvento della società di massa (p. 42). A partire da queste premesse l'autore, muovendosi con sobrietà nella vasta letteratura esistente, delinea un rapido profilo dei ?padri fondatori? del fascismo spagnolo (Ramiro Ledesma Ramos, Onésimo Redondo, José Antonio Primo de Rivera), dedicando qualche cenno al principale cantore in terra iberica del fascismo italiano (Ernesto Giménez Caballero); si sofferma sulla figura di Franco e sul ruolo di Serrano Suñer, principale architetto dello Stato franchista, secondo la definizione di Paul Preston; esamina poi le principali Leggi fondamentali del regime, dal Fuero del Trabajo del 9 marzo 1938 alla Ley Orgánica del Estado in vigore dal 1967, dopo essere stata sottoposta a referendum. Senza misconoscere il ruolo della propaganda e dell'uso dei mezzi di comunicazione di massa, definite come ?aree più fascistizzate del regime? (p. 91), Casali si sofferma sul consenso di cui il regime godette in virtù del ruolo esercitato dalla Chiesa. Un tema, quello del consenso, che nel contesto spagnolo ha stentato a farsi strada non meno di quanto era avvenuto da noi anni prima e che solo negli ultimi tempi sembra entrato stabilmente nella riflessione storiografica. Oltre al merito di volare via leggero sull'annosa questione della ?natura? del regime spagnolo, sulla quale si erano attardati, con scarso profitto, storici e politologi per un'intera stagione di studi, il lavoro in esame ha anche quello di mostrare l'inequivoca collocazione del franchismo nell'ambito dei regimi di tipo fascista fino alla fine della seconda guerra mondiale. Del tutto aperta resta invece l'interpretazione degli anni successivi, in relazione ai quali l'autore affronta aspetti quali la repressione, l'isolamento internazionale e il suo superamento definitivo con gli accordi con gli USA del 1953. Come si è detto in apertura, il volume si segnala anche per l'assai utile raccolta di documenti che spaziano dal 1931 al 1958, richiamati tutti, in un modo o nell'altro nel testo, ma (purtroppo) allineati in appendice senza indicazione della fonte.


Alfonso Botti